Undici grandi città in deflazione Effetto fine Expo
Inflazione ferma a novembre, i prezzi al consumo crescono solo dello 0,1% su base annua, tornando indietro ai livelli della scorsa primavera e in undici grandi città italiane si scende sotto la fatidica soglia dello zero. La deflazione colpisce sia il Nord che il Sud, da Aosta a Palermo. Ma non mancano le differenze tra i prodotti inclusi nel paniere dell’ Istat: se si guarda a quelli che finiscono nel carrello della spesa il tasso schizza all’ 1,3%, con una forbice rispetto all’ inflazione generale salda sui massimi da oltre tre anni. A tirare giù i prezzi anche stavolta sono i carburanti, a cui però si è aggiunta una variabile stagionale, l’ Expo. Se la kermesse milanese nei mesi precedenti ha spinto i listini ora, dopo la sua conclusione, l’ effetto è svanito ed è arrivato il contraccolpo, soprattutto nel settore alberghiero e della ristorazione. C’ è però chi, come i consumatori del Codacons, vede nella frenata la conseguenza degli attacchi terroristici che hanno colpito Parigi, determinando un calo dei consumi e quindi un congelamento dei listini. Insomma, l’ Istat conferma le stime di due settimane fa, incluso il ribasso mensile (-0,4%), ma fornisce dettagli che fanno capire come i prezzi siano sensibili a tutto quel che succede. E il risultato è che a novembre l’ inflazione, il riferimento è l’ anno e non il mese, torna a rallentare (era +0,3% a ottobre), allontanandosi dal target europeo (intorno al 2%), indice di buona salute dell’ economia. A congelare i prezzi sono sempre benzina e diesel. Anche se la loro caduta è meno pesante del mese precedente, restano i ribassi a doppia cifra (-10,9% per la verde e -13,1% per il gasolio). Ecco le grandi città dove davanti al tasso è spuntato il segno meno: in testa Bologna (-0,7%), seguita da Padova, Palermo, Catania, Perugia, Cagliari, Bari, Verona, Venezia, Modena ed Aosta.
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