13 Aprile 2010

Un’altra vittima, processo alle minicar

Ancora una vittima delle minicar. La seconda in due giorni.

Ieri, nel comprensorio dell?Olgiata, è morta una ragazza di 15 anni.
Federica Lupi stava andando a scuola al volante della sua macchinetta quando si è scontrata con un pullman privato che ogni giorno svolge un servizio navetta per studenti e lavoratori della zona residenziale.
Sabato notte la stessa fine era toccata a Jacopo Fanfani, 17 anni, nipote di Amintore, storico leader della Dc e figlio di Giorgio e della giornalsita Donatella Papi, da un mese moglie del mostro del Circeo Angelo Izzo.
Due tragedie che riaccendono i riflettori sulla sicurezza delle miniauto, sempre più diffuse a Roma, dove ce ne sono almeno 5mila, un numero di gran lunga superiore a quello delle altre città italiane, e dove sono in crescita anche gli incidenti che le vedono coinvolte: 133 nel 2008 (a fronte dei 34 a Milano e dei 20 a Napoli).
Per guidarle è sufficiente aver compiuto 14 anni e conseguito il certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori.
La quindicenne morta all?Olgiata, forse a causa della strada resa scivolosa dalla pioggia, ha invaso all?uscita di una curva la corsia dove stava arrivando un pullman che, nel tentativo di evitare l?impatto, è andato a sbattere contro un albero abbattendolo.
A bordo non c?erano studenti, soltanto l?autista, che è rimasto lievemente ferito, e due accompagnatrici.
La minicar si è completamente accartocciata uccidendo la ragazza sul colpo.
Appena si è diffusa la notizia dell?incidente è cominciato un via vai di miniauto al cancello dell?ingresso Nord dell?Olgiata.
«Stiamo correndo al Gemelli, l?hanno portata lì», diceva un amico di Federica lasciando il comprensorio.
Gli altri giovanissimi nascondevano le lacrime dietro a occhiali da sole a cappellini con la visiera.
A Roma quella della minicar tra i giovanissimi è diventata una mania, assecondata dai genitori (almeno da quelli che si possono permettere il «giocattolino», visto che ne esistono modelli che raggiungono i 10mila euro) perché considerate più sicure del motorino.
Anche se per gli esperti non è del tutto vero.
«Sono pericolose quanto gli scooter e non meno, come erroneamente pensano in tanti», spiega Andrea Costanzo, presidente della Società italiana di traumatologia della strada.
E non solo perché al volante ci sono persone inesperte.
«Si sottovaluta la fragilità del mezzo – continua Costanzo – credendo di essere più sicuri che su un motorino».
Accade spesso, poi, che i giovani trucchino queste macchinette per farle andare più veloci.
Basta togliere il diaframma e schizzano ben oltre i 45 km orari consentiti.
Esistono anche video amatoriali su Youtube che spiegano come fare l?intervento necessario «in casa».
Ora il Codacons ha chiesto di toglierli dalla rete e ha annunciato la presentazione di un esposto in Procura in cui chiede di effettuare i controlli sulle miniauto e procedere contro i meccanici che le modificano.
Il sindaco Gianni Alemanno ha dato mandato all?assessore alla Mobilità Sergio Marchi e al gruppo intervento traffico della polizia municipale di elaborare un piano di controlli e di interventi per evitare che le minicar si trasformino in strumenti di rischio.
«Da sindaco e da padre di quindicenne guidatore di minicar – dice Alemanno – non posso non esprimere la mia profonda preoccupazione per la serie di incidenti che hanno coinvolto i minorenni guidatori di questi veicoli.
Dobbiamo evitare il diffondersi di minicar truccate e garantire l?assoluto rispetto delle regole evitando che oltre al guidatore ci siano passeggeri a bordo».
Venerdì è stato convocato un tavolo di confronto per decidere le iniziative necessarie a rendere sicuri questi veicoli.
A proporre misure più restrittive ci sono anche due emendamenti targati Pd e Ddl in discussione in commissione Lavori pubblici al Senato che revisiona il codice della strada.
Previsto l?innalzamento dai 14 ai 16 anni dell?età in cui è possibile mettersi alla guida e l?istituzione di un patentino ad hoc.
Anche il Moige (Movimento italiano genitori) chiede che venga previsto un esame di guida completo, non solo teorico come accade ora.

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