25 Luglio 2006

Un`altra giornata di sciopero delle farmacie

Un`altra giornata di sciopero delle farmacie, domani, contro il decreto Bersani che autorizza la vendita nei supermercati dei cosiddetti farmaci da banco. Regolarmente aperte, invece, le farmacie comunali. Dopo l`esito «totalmente negativo dell`incontro farsa» con il sottosegretario allo Sviluppo economico, Paolo Giaretta (Margherita), Federfarma denuncia l`assenza di ogni volotà di trattativa da parte del governo e conferma la serrata, nonostante la chiusura delle farmacie private per l`intera giornata di mercoledì sia stata giudicata «irregolare, per il mancato rispetto del termine del preavviso» dalla Commissione di garanzia sul diritto di sciopero. La reazione del presidente di Federfarma, Giuseppe Siri, è quasi sprezzante: «Non ci importa, pagheremo la multa».

Inoltre, i farmacisti non nascondono la loro irritazione perché il confronto è avvenuto con il sottosegretario Giaretta e non col ministro Bersani: «Siamo perplessi di fronte all`atteggiamento tenuto dal ministro, che sembra intenzionato a non ricevere nessuno e a delegare ad altri anche il compito di respingere qualsiasi proposta», dichiara la Federazione nazionale degli Ordini dei farmacisti, aggiungendo di trovare «davvero poco corretto invitare a un incontro riproponendo un atteggiamento di completa chiusura, soprattutto quando per altre categorie interessate dal provvedimento si sono tenuti atteggiamenti diversi, sia per quanto riguarda la disponibilità a entrare nel merito delle misure proposte, e a modificarle, sia per l`atteggiamento nei confronti delle iniziative di protesta».

Lo scontro, tra farmacisti e governo, si combatte sulla liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco, almeno nella previsione indicata dal decreto Bersani: libera vendita negli esercizi commerciali, purché sia presente un farmacista a garanzia del consumatore. Una nota di Federfarma spiega invece di considerare assolutamente sbagliato vincolare la libera vendita dei farmaci di automedicazione alla presenza del farmacista: un impegno economico che potrebbe essere sopportato soltanto dai grandi supermercati, e non certo dai piccoli negozi. «Il governo – protesta la nota di Federfarma – continua a opporre una chiusura totale nei confronti della proposta di Federfarma di consentire ai cittadini di poter acquistare liberamente i medicinali di automedicazione in tutti gli esercizi commerciali. Evidentemente il governo è interessato a far vendere i medicinali solo ad alcuni grandi ipermercati, come l`Ipercoop». Secondo l`associazione delle farmacie private, al governo dunque «non importa che il cittadino possa comprare una compressa per il mal di testa quando ne ha realmente bisogno, per esempio negli autogrill autostradali. Il governo insiste, infatti, sull`obbligo della presenza del farmacista: è chiaro che né l`autogrill né un piccolo supermercato potranno mai permettersi un numero di farmacisti tale da consentire la copertura dell`intero orario. Solo un grande ipermercato potrà assumere quattro o cinque laureati in farmacia per coprire tutti i turni. Quella di Bersani è una liberalizzazione tagliata su misura per la grande distribuzione». La nota conclude sottolineando che Federfarma ha due obiettivi: «Agevolare il cittadino nell`accesso al farmaco nei pochissimi casi in cui esiste una effettiva lacuna nel servizio farmaceutico. Evitare che il farmacista al supermercato sia il primo passo per la nascita di una serie di farmacie di tipo commerciale, aperte al di fuori di qualsiasi regola. Il rischio – conclude Federfarma – è che l`ingresso sul mercato di farmacie gestite dai grandi gruppi del settore distributivo, operanti con politiche commerciali spinte, determini un calo del livello di tutela della salute e porti alla chiusura di numerose delle piccole farmacie, non più in grado di reggere la concorrenza». Da parte sua, Autogrill, in una nota, fa sapere che «sta valutando di proporre i medicinali da banco con l`assistenza di un farmacista nei suoi punti vendita» lungo la rete autostradale.

La determinazione dei farmacisti è tuttavia fortemente contestata dalle associazioni dei consumatori. Il Codacons osserva che «lo sciopero delle farmacie è irregolare, come ha affermato la Commissione di garanzia, e come tale chi vi aderirà deve essere sanzionato, anche per non creare precedenti di illegalità impunite». Pertanto, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, annuncia che l`associazione «chiederà formalmente una multa di 10.000 euro in capo a ciascuna farmacia in sciopero, e una sanzione di 1 milione di euro per Federfarma».

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