Un’altra bufera su Dazn
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fonte:
- Il Tempo
??? È di nuovo bufera su Dazn. Stavolta non si tratta di «rotelle» sugli schermi o streaming non funzionanti, ma di una modifica destinata a «dimezzare» la fruibilità degli abbonamenti: niente più doppia utenza in contemporanea, se non dalla stessa connessione. L’emittente digitale, interpellata a riguardo, non ha confermato o commentato la svolta anticipata da Il Sole 24 Ore. Sul web invece la notizia ha fatto insorgere gli utenti, che hanno riversato sui social la rabbia per una rivoluzione avvenuta in corso d’opera, destinata ad incidere in maniera cospicua sulle tariffe. Il punto nodale della questione riguarda la «concurrency», ovvero la possibilità di usufruire dello stesso contenuto attraverso un medesimo abbonamento ma su due dispositivi diversi. Dazn starebbe per fare marcia indietro su tale opzione, come accade già in Spagna per la Liga, tanto che sarebbero in partenza le comunicazioni agli abbonati per l’accettazione della modifica unilaterale del contratto, proponendo in alternativa di esercitare il diritto di recesso entro 30 giorni. La visione in contemporanea resterebbe limitata solo a uno stesso indirizzo Ip, quindi alla medesima rete telefonica, lasciando intatta almeno la possibilità di guardare le partite in casa su due dispositivi differenti. Alla base di questa scelta c’è la volontà di intervenire non solo sui decoder pirata (il «pezzotto»), che sopravvive in un mercato parallelo particolarmente attivo attraverso piattaforme come Telegram, ma anche sull’uso fraudolento della condivisione. Un fenomeno che da inizio settembre ha inciso in media per il 20% degli abbonamenti durante la visione delle partite, diffuso anche dalla nascita di servizi che sfruttano l’utenza multipla per proporre abbonamenti a prezzo più basso di tutta una serie di servizi in streaming, da Netflix ad applicazioni musicali. L’altra faccia dello sharing però riguarda i singoli utenti che avevano deciso di aprire insieme un account e oggi si ritrovano alle prese con una amara sorpresa, passando dal condividere la promozione estiva da 19,99 euro a dover sottoscrivere un altro abbonamento da 29,99 euro o in alternativa da 19,99 euro su Timvision, dove è inclusa anche la Champions League con Mediaset Infinity+ ma vanno aggiunti dei costi di attivazione. Eppure solo pochi mesi fa la condivisione sembrava uno dei punti di forza dell’offerta di Dazn. «Con un’unica sottoscrizione – si leggeva sul sito del broadcaster, che detiene i diritti esclusivi di 7 partite di Serie A e le restanti 3 in co-esclusiva con Sky – Dazn praticamente si sdoppia. Potrai guardare due contenuti, uguali o differenti, allo stesso momento e su due dispositivi diversi. Nessun vincolo, solo la passione per lo sport ad unire stanze, città, regioni e persone diverse. Tutto e tutti su Dazn:a 29,99 euro al mese, per due. Condividere le emozioni non è mai stato così semplice: ovunque, per te, c’è la grande offerta multisport di Dazn». Su questa premessa il Codacons ha deciso di presentare un esposto all’Agcom e all’Antitrust. «Se sarà confermata la decisione di Dazn annuncia l’associazione in una nota – di modificare unilateralmente le condizioni contrattuali e bloccare l’accesso ai contenuti in contemporanea da due device, si potrebbe profilare un danno per quegli utenti che hanno attivato abbonamenti sulla base di condizioni su cui ora Dazn fa marcia indietro». Sulla stessa linea anche Udicon, Federconsumatori e Adiconsum.
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