Una storia lunga, ormai, oltre venti anni di bugie
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fonte:
- Il Mattino
SALA CONSILINA. Ripercorsa, nell’aula magna delle elementari di via Matteotti, in un incontro promosso dal Codacons e moderato dal prof. Roberto De Luca dell’Università doi Salerno, la storia della disattivazione e delle promesse di riapertura, mai mantenute, della ferrovia Sicignano-Lagonegro, l’unica strada ferrata che congiungeva il Vallo di Diano ed il Lagonegrese con le linee ferroviarie nazionali. Una storia lunga, ormai, oltre venti anni di bugie, la prima delle quali risale al 1987, ovvero all’anno in cui la tratta ferroviaria fu chiusa per consentire la esecuzione dei lavori di elettrificazione della linea ferrata Battipaglia-Potenza. Una chiusura che le Ferrovie dello Stato annunciarono come "provvisoria", e, comunque, di durata non superiore ai tempi tecnici strettamente necessari per elettrificare la Sicignano-Potenza. Da allora sono passati ventidue anni ed il treno non è mai più tornato nel Vallo di Diano né nel Lagonegrese. Nel frattempo, più di una volta, soprattutto in concomitanza con le consultazioni elettorali, sono stati annunciati progetti di riapertura cui, poi, è seguito sempre un nulla di fatto. Ed è stato anche redatto uno studio di fattibilità corredato di progetto esecutivo, costato ben cinque miliardi delle vecchie lire. Uno sperpero di pubblico denaro, cui si aggiunge quello dei costi enormi del servizio sostitutivo su gomma, peraltro con scarsissima utenza. Pochi i viaggiatori che ne fruiscono a causa degli enormi disagi derivanti dal fatto che gli autobus del servizio stesso fanno il giro di tutte le ex stazioni ferroviarie della Sicignano-Lagonegro, con enormi allungamenti dei tempi di percorrenza. Nel corso dell’incontro, di cui è stato relatore il responsabile del Codacons-Settore Trasporti per il Vallo di Diano, Rocco Panetta, è stato lanciato un appello ai sindaci valdianesi perché si mobilitino insieme per ottenere il ripristino della Sicignano-Lagonegro, almeno sino a Casalbuono. E, a tal riguardo, il moderatore dell’incontro, ha chiesto loro di partecipare con parte dei fondi europei di cui agli "Accordi di reciprocità" ai costi necessari per porre in essere un concreto progetto di riattivazione di quel treno di cui il Vallo di Diano è privo da ben 22 anni.
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