8 Aprile 2011

“Una stangata da 204 euro in più all’anno”

 ROMA IL RISVEGLIO dell’ inflazione presenta il conto. Dopo quasi due anni di costo del denaro ai minimi, la Banca centrale europea, come ampiamente annunciato, ha dato la stretta monetaria alzando di un quarto di punto i tassi di interesse, passati dall’ 1% all’ 1,25%. Da sempre la Bce fonda la sua azione sulla difesa a oltranza della stabilità dei prezzi. Le recenti spinte inflazionistiche (la media europea è del 2,6%, quella italiana del 2,4%), innescate dai prezzi petroliferi e di quasi tutte le materie prime, sono state alla base della decisione del presidente della Bce, Jean-Claude Trichet: continuano a esserci «rischi al rialzo dei prezzi», ha detto, che la Bce «monitorerà molto attentamente». Ma nessun allarmismo: «Oggi – ha specificato il guardiano dei conti dell’ Eurozona – non abbiamo deciso di varare il primo di una serie di aumenti dei tassi d’ interesse. Confermo che non abbiamo deciso che si apre una fase di rialzo. Non prendiamo nessun impegno per il futuro. E’ la nostra politica di sempre e la manteniamo». La tempistica degli aumenti dipenderà, quindi, dall’ inflazione destinata a salire ancora se le tensioni in Nord Africa manterranno il petrolio sui livelli attuali. Trichet promette «estrema allerta» per evitare che i rialzi dei prezzi, al momento limitati a certi settori, non diano luogo a una spirale rialzista generalizzata. Per i mercati, sono scontati altri due rialzi da un quarto di punto entro fine anno, il primo forse già a luglio. Le associazioni dei consumatori calcolano l’ effetto del rialzo che, nei fatti, le banche stavano già applicando sui finanziamenti. Secondo il Codacons, in media ogni mutuo a tasso variabile comporterà una maggiore spesa annua di 204 euro e «30mila famiglie che oggi riescono a onorare i loro debiti si troveranno in difficoltà». Per la Cgia, la stangata si fermerà, sempre in media, a 132,4 euro su oltre 2,2 milioni di famiglie titolari di un mutuo a tasso variabile. Il rialzo, seppure contenuto, dei tassi dell’ Eurozona si trasferirà anche sui rendimenti dei titoli pubblici. Per l’ Italia, che deve fronteggiare un debito pubblico enorme, significa che aumenteranno gli interessi da pagare ai sottoscrittori. IL PRESIDENTE Trichet prevedendo polemiche ha subito messo le mani avanti, sostenendo che anche dopo l’ aumento «i tassi sono bassi e la politica monetaria resta accomodante per dare un notevole sostegno all’ attività economica e alla creazione di posti di lavoro». Ma, ha aggiunto, «è essenziale che gli Stati raggiungano gli obiettivi di risanamento dei conti pubblici annunciati per il 2011. Anzi, sarebbe bene che si annunciassero pure quelli per il 2012 per convincere i mercati e l’ opinione pubblica che i programmi di risanamento sono durevoli.

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