8 Febbraio 2008

Una stangata da 10 mila euro

Le associazioni dei consumatori e i rincari dal 2002
Una stangata da 10 mila euro
Mara Bedin: “Un freno al boom di prezzi e tariffe“
Nella spirale dei rincari pesa soprattutto l`intermediazione della filiera agroalimentare

Famiglie rapinate. Per sei lunghi anni, senza tregua e senza pietà. E` questa la sentenza che arriva dalle associazioni dei consumatori dopo aver steso un rapporto completo sull`aumento di prezzi e tariffe dal 2002 al 2007. Sei lunghi anni che, a partire dal battesimo dell`euro, hanno eroso in maniera drastica il potere d`acquisto dei consumatori e mandato letteralmente in corto circuito l`equilibrio economico delle famiglie. Basta un dato a far capire la situazione: dal 2002 a oggi ogni famiglia ha sborsato 7.635 euro in più a causa dei rincari. Cifra che crescerà fino a quasi 10 mila euro alle fine del 2008. Ma di chi è la colpa? Per ora la risposta non c`è. Ad attaccare il mercato del commercio al dettaglio e l`intera filiera agroalimentare, ma anche le multiutilities padovane, l`Enel, le compagnie telefoniche e le banche che erogano i servizi a peso d`oro, sono Adiconsum, Adusbef, Federconsumatori, Adoc e Codacons di Padova. L`ultima bordata di rincari, che arriverà con la bolletta dell`acqua, ne è la prova. L`aumento del 16,62% che verrà deciso oggi da Acegas-Aps porterà rincari tra i 30 e i 60 euro nelle famiglie padovane. Sono Federconsumatori e Adusbef a tuonare contro il sistema dei prezzi: “Questa situazione non è più tollerabile“, dice Mara Bedin, leader padovana della Federconsumatori, “e necessita di interventi che operino sia individuando ed eliminando le speculazioni, che possono essere sempre presenti, sia superando le inefficienze, attraverso processi di razionalizzazione dell`intera filiera produttiva“. Le accuse di una speculazione selvaggia e di dati Istat taroccati, avanzate dal 2002 da Adusbef e Federconsumatori, hanno trovato conferma più autorevole nell`ultima ricerca di Bankitalia: tra il 2000 e il 2006 i redditi delle famiglie con capofamiglia dipendente, sono rimasti sostanzialmente stabili, con un incremento dello 0,3%. Ma è sotto un`altra lente che le due associazioni dei consumatori evidenziano il buco nei bilanci delle famiglie. “Sono decine di migliaia le famiglie padovane di lavoratori dipendenti che hanno subito una vera rapina dal sistema delle vendite e dei servizi. Questo è causato con il pretesto dell`euro e l`effetto trascinamento“. Dal 2002 al 2007 sono stati bruciati a livello nazionale 137,4 miliardi. Dai servizi bancari a quelli assicurativi, dalla benzina al gas, dai trasporti pubblici alle tariffe ferroviarie e ai rifiuti solidi urbani, per non parlare dei mutui a tasso indicizzato a carico del 91 per cento dei richiedenti, lo tsunami dei rincari ha colpito tutto e tutti. Una nota di Adusbef e Federconsumatori parla chiaro: “Non avendo mai guardato al colore dei governi riteniamo che la politica, troppo attenta alle corporazioni, si dovrebbe occupare più di lavoratori e pensionati, arrivati alla bancarotta non solo per i cicli economici di recessione, ma anche per precise responsabilità di governi che hanno perso ogni contatto con la realtà“. Anche il leader provinciale dell`Adoc-Uil, D`Emanuele Scarparo, attacca il sistema. E trae spunto proprio dagli esorbitanti rincari sul versante della carne: “Esemplificando una spesa di 130-140 euro mensili per le varie carni al dettaglio, questo importo è superiore di circa 5 volte rispetto a quanto costa al produttore, circa 27 euro. Più in generale, se una famiglia spende 500 euro al mese per mangiare, almeno 400 vanno alla trasformazione e all`intermediazione. Questo sistema inefficiente ci porterà alla rovina, con le famiglie che continuano a vedere eroso il loro potere d`acquisto senza trovare aumenti in busta paga. Siamo in una situazione ormai insostenibile e, in assenza di interventi urgenti, l`aumento sui consumi alimentari delle famiglie si potrebbe attestare a 445 euro in più all`anno. Di questi, 160 euro all`anno si volatilizzerebbero solo per le carni aumentate dell`11%“.

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