3 Marzo 2019

«Una speranza solo per chi non ha ricevuto l’accertamento»

La sentenza del Consiglio di Stato sul riclassamento delle rendite catastali continua a tenere banco. Una sentenza che ribalta quella del Tar, che aveva accolto il ricorso di quei cittadini che, supportati dalle associazioni di tutela dei consumatori, avevano deciso di rivolgersi al Tribunale amministrativo per impugnare il provvedimento avviato con due delibere di giunta nel 2010. «Noi avevamo impugnato tutti gli atti del Comune con cui aveva dato l’ input alla procedura di riclassamento e tutti quelli successivi, le due delibere e anche tutti gli altri atti non conosciuti dall’ Agenzia delle entrate – spiega Luisa Carpentieri del Codacons di Lecce -. In tutta questa storia, in realtà, non c’ era una grande conoscenza di tutti gli atti. Il Consiglio di Stato dice che quegli atti dovevano essere impugnati all’ epoca. Bene, ma se non si conoscevano perché erano atti del procedimento, come facevamo ad impugnarli? – si chiede la referente dell’ associazione leccese -. Chi non ha fatto ricorso e non è proprietario di prima casa ha già visto un aumento delle rendite catastali, ed in buona sostanza non gli cambia niente; però potrebbe esserci una sperequazione rispetto al vicino di casa che ha impugnato il provvedimento ed invece non si è visto riclassare l’ immobile». Adesso le attenzioni si spostano su quei contribuenti che l’ accertamento non lo hanno invece mai ricevuto. «Non lo hanno ricevuto, però il riclassamento è stato registrato al catasto – spiega ancora Luisa Carpentieri -. Se non si è ricevuto il riclassamento e si va all’ Agenzia del territorio per fare una visura, relativamente alle due microzone interessate dal provvedimento, è probabile trovare il classamento aumentato senza che sia stata fatta alcuna comunicazion». Una procedura che potrebbe portare a nuovi sviluppi su questa contorta vicenda relativa al riclassamento delle rendite catastali. «Stiamo cercando di capire quale sia l’ attuale situazione a tal proposito. Finché c’ è stato il ricorso pendente non è stato fatto nulla perché un eventuale accoglimento sarebbe stato generalizzato per tutti, quindi adesso dobbiamo andare a capire quanti sono quelli che non hanno ricevuto l’ accertamento ma che comunque hanno avuto un riclassamento. È dal 2013 che c’ è il riclassamento spiega la referente del Codacons di Lecce – ma è probabile che nessuno se ne sia accorto perché non è stato notificato nulla. La legge però dice che il riclassamento deve essere notificato. Sono tutte situazioni che stiamo valutando e che presto andremo a trattare con le dovute attenzioni. Si tratta di fare i dovuti accertamenti prima di intraprendere qualsiasi iniziativa che vada a tutelare i contribuenti leccesi». S.S.C.

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