Una sentenza della Cassazione a favore dei consumatori
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fonte:
- Brescia Oggi
Una sentenza della Cassazione a favore dei consumatori
Roma. Le imprese violano le regole di concorrenza? Non è questione che riguarda solo loro e il funzionamento del mercato. Le intese e i cartelli possono danneggiare il «consumatore finale» che può dunque chiedere il risarcimento dei danni subiti. Lo afferma la Cassazione nella sentenza (17475/02 firmata dal giudice Onofrio Fittipaldi) sull?intesa Rc Auto che riconosce la competenza dei giudici di pace per i rimborsi chiesti dai consumatori. Certo, precisa la suprema Corte, bisogna provare la «violazione di uno specifico diritto soggettivo». In altri termini: le aziende si fanno la guerra o decidono di mettersi d?accordo violando le regole? Se questo danneggia il consumatore si può chiedere il risarcimento, anche se non basta l?intesa in sè a provocare il danno. Soddisfazione dalle associazioni dei consumatori: «La Cassazione mette in pratica la parola fine – commenta il presidente dell?Adusbef Elio Lannutti – alla vicenda e sconfigge l?arroganza delle compagnie di assicurazioni che si credevano invincibili; anche l?Isvap ne esce sconfitto e si evidenzia così che in questi anni non ha fatto nulla per i consumatori. Per i consumatori con questa sentenza si completa la più importante vittoria dei consumatori in materia antitrust».
La Cassazione, affidando la vicenda dei rimborsi (in seguito alla multa Antitrust per cartello) ai giudici di pace, facilita la richiesta di rimborsi perchè elimina per i consumatori i costi processuali e le spese di avvocati. Il 90% delle richieste sono infatti sotto i 516 euro. Lannutti ricorda ancora che «sono 18 milioni i possessori di polizze che hanno diritto al risarcimento».
Il consumatore dunque può dire la sua anche se sono le imprese a violare le regole tra loro. La Suprema Corte afferma infatti che anche se non c`è un diritto soggettivo, una legittimazione attiva, ciò «non equivale a postulare l?irrisarcibilità assoluta di ogni e qualsiasi delle eventuali ricadute estreme di quelle intese vietate dal legislatore sul consumatore finale».
Anche se specifica: la risarcibilità non sarà conseguenza dell`intesa vietata ma deve esserci anche la violazione di un diritto, ovvero il danno. La Cassazione, dunque, se da una parte esclude un diritto esplicito del consumatore nell?ambito della normativa che regola la concorrenza, dall?altra afferma che la legge presuppone «una tipologia di danni strettamente connessa alle tematiche dell`impresa e della sua presenza nel mercato».
D?altronde, sottolinea sempre la Suprema Corte, «il consumatore finale rappresenta egli stesso un termine imprescindibile di riferimento del più generale fenomeno del mercato, il quale ultimo acquisisce esso stesso finale senso proprio in funzione dello sbocco dei beni e dei servizi prodotti, presso i consumatori finali».
La sentenza della Cassazione sull a questione rimborsi Rc auto non riappacificherà consumatori e imprese. A Intesa Consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc) che preannuncia «milioni di cause» l ? Ania replica che la prospettiva di facili rimborsi «può rivelarsi fuorviante». Le imprese, avverte l ? associazione, respingeranno le richieste fino in cassazione.
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