23 Agosto 2002

Una sentenza del Tar del Lazio scombussola le previsioni della Moratti.

Una sentenza del Tar del Lazio scombussola le previsioni della Moratti.
Molte le cattedre a rischio

Avvio complicato per la scuola

In Sicilia l?inizio dell?anno slitta.
Il Ministero, però, non vede grandi ostacoli

Non solo la giustizia e l?articolo 18, ora anche la scuola prepara un autunno caldo. Mentre la formazione degli organici dei docenti è già saltata, i loro Cobas rilanciano il piano di lotta programmato contro «l?attacco alla scuola pubblica».In Sicilia si slitta a fine mese, per esempio. E anche in altre regioni come la Lombardia si annunciano problemi. Per le famiglie, sopratutto quelle con le mamme che lavorano, l?indeterminatezza del calendario delle lezioni crea forti disagi. La doccia gelata per il ministro Letizia Moratti è giunta con una sentenza del Tar del Lazio, che ha bocciato i criteri per l?assegnazione delle supplenze. È stata cioè accolta la richiesta di sospensiva della circolare ministeriale sulla formazione delle graduatorie permanenti. Essa favorirebbe insegnanti con titolo di abilitazione di scuole universitarie specializzate, rispetto ai precari. Per i sindacati la decisione del Tar obbliga a rifare le graduatorie e dunque a settembre saranno quarantamila le cattedre scoperte. Il ministero invece ha deciso di ricorrere contro la decisione ed intanto tranquillizza le famiglie: «Non ci saranno problemi per il regolare avvio dell?anno scolastico». Nonostante la sentenza del Tar, infatti, per il Ministero la situazione resta assolutamente gestibile e non pregiudica affatto il regolare avvio dell?anno scolastico». Roma ha avviato una rilevazione sulle 18 Direzioni scolastiche regionali e «al momento, non risulta che qualche centinaio di casi di insegnanti precari che potrebbero essere collegati agli effetti della sentenza del Tar Lazio». Quindi, rilevano da Viale Trastevere, si tratta di un fenomeno «circoscritto e contenuto» che, secondo i tecnici del Miur, non dovrebbe provocare disagi a famiglie e studenti, consentendo il regolare avvio delle lezioni. In ogni caso, i tecnici della Moratti, dopo aver acquisito presso il Tar copia della sentenza, hanno deciso di proporre immediato ricorso con effetto sospensivo contro la sentenza presso il Consiglio di Stato. Ma tanto ottimismo non appare del tutto fondato. Mentre nella altre regioni si sta valutando il da farsi, la Sicilia ieri ha differito al 30 settembre il primo giorno di scuola, previsto per il 17: «Il Tar – spiega l?assessore Fabrio Granata – ha rimescolato le carte, la programmazione è saltata, ma c?è anche da tenere presente che fa molto caldo e non si vede perchè i ragazzi debbano allora andare a scuola d?estate». Per garantire i 200 giorni di lezione effettivi in Sicilia la scuola chiuderà il 14 e non l?8 settembre e verrà cancellato un giorno di vacanza. Ma la scuola fa discutere anche per i suoi costi. Il Codacons, che sostiene di aver compiuto verifiche, denuncia un boom dei prezzi con punte di più 29 per cento per articoli come il quaderno, passato dalle vecchie 3mila lire dello scorso anno a 2euro. Tutti gli articoli scolastici hanno subito, secondo il Codacons, aumenti: dai prodotti che vengono definiti non indispensabili come, ad esempio, gli astucci, saliti da 7 a 15 euro, a quelli «non sostituibili» come sono i libri di testo «con aumenti più contenuti, attorno al 3-4 per cento, ma comunque superiori al tasso di inflazione rilevato dall?Istat e programmato dal Governo». lu. fe.

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