18 Gennaio 2012

Una schiarita per il Colosseo La Uil ritira gli esposti: «Subito il restauro»

Una schiarita per il Colosseo La Uil ritira gli esposti: «Subito il restauro»

 ROMA MENTRE il ministro Severino spiegava alla Camera che razza di paese litigioso siamo, secondi in Europa solo alla Russia, pronti a rivolgerci a giudici di ogni ordine e grado per qualsiasi inezia, i sindacalisti della Uil Beni culturali, che avevano messo in mora l’ accordo tra Mibac e Tod’ s per i restauri del Colosseo, annunciavano di aver ritirato i loro esposti al Tar e alla Corte dei Conti. Esposti che, fondati o meno che fossero, rischiavano comunque di paralizzare per un congruo periodo i necessari restauri reclamati per l’ anfiteatro Flavio. CONTEMPORANEAMENTE , il Codacons, per non essere da meno, chiedeva al Tar di convocare le parti per un tentativo di conciliazione. Una ventata di ottimismo ha dunque attraversato ieri i palazzi romani, in particolare quelli tra il Campidoglio e il Collegio Romano. Esultano infatti il ministro Ornaghi e il sindaco Alemanno che sperano possa ora trovare via libera l’ apertura dei cantieri. La Uilbac, però, che si dichiara vittima di una vera aggressione mediatica, non intende rinunciare alla sua azione di controllo e verifica dell’ operato del Ministero e, contestualmente al ritiro dell’ esposto denuncia, ha inviato in Procura e al ministro Ornaghi una lettera con cui spiega che «l’ esposto non poteva e non può bloccare il restauro per il semplice motivo che la Soprintendenza disponeva e dispone di risorse sufficienti ad approntare lavori, almeno quelli ritenuti urgenti dai propri tecnici». Da una circolare Mibac del 9 gennaio scorso emerge infatti che la Soprintendenza speciale romana alla data del 30 novembre aveva una disponibilità di cassa pari di oltre 82 milioni di euro. E’ INTERESSANTE ricordare, come fa la Uilbac, che l’ ex ministro Buttiglione tagliò a Pompei 30 milioni di euro nonostante il Soprintendente del tempo sostenesse che le somme erano già state impegnate. Con le conseguenze che tutti ben conoscono. Questo significa, spiega la Uilbac, che «il ministro dovrebbe accertare la capacità di spesa delle varie articolazioni del Ministero e adottare gli atti conseguenti alle eventuali responsabilità legate alla giacenza di risorse». Il ministro Lorenzo Ornaghi ne ha preso atto e parco di parole ha sibilato ai giornalisti: «Aspettiamo, vediamo, confidiamo».
 

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