Una piccola schiarita sugli ammanchi all’Unicredit banca
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fonte:
- Gazzetta di Reggio
A distanza di un paio di mesi dalla dirompente esplosione del caso finanziario dell’agenzia di via Gattalupa di Unicredit Banca, si profila una «schiarita» per un cliente (per il momento uno solo), che ha visto improvvisamente alleggerito il suo conto corrente di una cifra sostanziosa (quasi 200 mila euro). Nei giorni scorsi infatti è stato sottoscritto un accordo fra banca e cliente per la restituzione della somma «sparita», compresi i danni arrecati. La conferma viene dall’avvocato Bruno Barbieri, vice presidente nazionale del Codacons (l’associazione per la difesa dei diritti dei consumatori) e responsabile regionale della associazione: «Unicredit si è impegnata a restituire una somma consistente ad un cliente della banca. Al proposito fra le parti è già stato firmato un accordo». Poi il legale aggiunge: «Per altri sessanta correntisti della banca sono in corso le trattative. La banca ha avanzato alcune proposte, che devono essere attentamente valutate una ad una». Per fare il punto sulla situazione, il Codacons ha organizzato per domani mattina un incontro con i propri associati, che erano soliti affidare la gestione dei propri risparmi alla ex direttrice della filiale, Maria Carmela Maniscalco. «Il rapporto fiduciario fra clienti e Unicredit banca – aggiunge Barbieri – passavano attraverso la ex direttrice Maniscalco. Tutti coloro che si sono rivolti alla nostra associazione avevano rapporti economici con lei». Finora si sono rivolti al Codacons ben 110 risparmiatori, che hanno dichiarato un ammanco globale per circa 20 milioni di euro. «Stiamo verificando – riprende Barbieri – se è possibile chiudere la vertenza con la banca in via transattiva: abbiamo richiesto la restituzione del denaro mancante, dopo le verifiche opportune, e il relativo risarcimento del danno». Frattanto, su richiesta della banca, il giudice del lavoro di Bologna ha disposto il blocco dei beni dell’ex direttrice Maniscalco. Il sequestro conservativo dei beni dell’ex funzionaria del gruppo Unicredit è stato disposto dopo che i vertici del gruppo avevano deciso di tutelarsi nei confronti della loro ex dipendente rivolgendosi così al tribunale del capoluogo di regione. L’ex funzionaria, interrogata dal sostituto procuratore Katia Marino, è accusata del reato di appropriazione indebita a favore di terze persone, e non di se stessa. Secondo l’ipotesi di reato, la donna si sarebbe appropriata di denaro non per metterlo nelle sue tasche, ma a favore di altri. La Maniscalco insiste nel dire di non aver mai rubato neppure un euro.
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