23 Marzo 2008

Una pasqua come il carnevale grande assalto al centro storico

Un pienone nonostante le previsioni che davano le presenze negli hotel in calo del trenta per cento Dal 5 aprile ritornano gli "angeli" Doveva essere una Pasqua di crisi, di alberghi vuoti e di freddo ma è stata solo una Pasqua con un tempo da lupi. Per il resto la città è stata invasa come fosse Carnevale e, anche se qualche camera negli hotel a quattro e cinque stelle è rimasta vuota, il ponte festivo ha rovesciato in città migliaia e migliaia di turisti e pendolari. Da copione le conseguenze dell’assalto: arrembaggio ai vaporetti, Mercerie intasate, ponte del Lovo impraticabile, scalinata della chiesa di San Salvador trasformata in area pic nic e Piazza San Marco come al solito. Come al solito significa che nell’area marciana si è concentrato di tutto e non al massimo dell’eleganza. Famigliole arrivate con lo zaino e i panini da addentare seduti sulle passerelle dell’acqua alta, grupponi di turisti stranieri in coda davanti alla Basilica di San Marco, truppe di visitatori in attesa di entrare a Palazzo Ducale, pendolari arrivati dalla terraferma con l’allegria di una gita premio, venditori di rose, di ombrellini, di pupazzetti, ambulanti regolari per (forse) l’ultima Pasqua con il grano e ambulanti abusivi – una strage – con le copie delle collezioni estive di borse e borsette. Non era esattamente questo quello che era stato previsto, visto che la neve sembrava dovesse attirare gente soprattutto in montagna e che la Pasqua bassa, anzi bassissima, con temperature più natalizie che primaverili, dovesse tenere a casa molti turisti. E difatti le prenotazioni – almeno quelle alberghiere – sembravano più da Quaresima che non da lungo e largo ponte festivo. Colpa, forse, anche dei prezzi non propriamente da svendite. Secondo il Codacons, infatti, Venezia resta la città turisticamente più cara d’Italia dove un visitatore che non sia Paperone spende in media 181 euro per dormire una notte in un albergo a tre stelle e dove spende 55 euro per un pasto accettabile. Nonostante tutto questo, il richiamo del ponte di Rialto è stato più forte. Così forte che già venerdì sera si capiva come sarebbe andata. Venerdì sera, mentre i (pochi) veneziani partivano per Cortina, i garage si riempivano con la prima vagonata di turisti. Ieri mattina il bis, ma con proporzioni ben maggiori. A Piazzale Roma è stato il caos tra auto in fila per parcheggiare e pullman che cercavano il Tronchetto mentre alla stazione decine di treni vomitavano un’altra moltitudine di pendolari. Per la prima volta nella sua breve vita, la linea 3 – riservata ai residenti – ha mostrato quanto vale. Sugli altri mezzi, infatti, era impossibile salire e difatti in molti sono arrivati a San Marco a piedi trasformando Strada Nuova in un fiume di sciarpe e piumini tra le carabattole delle bancarelle. Oggi, con il termometro in picchiata verso un grado di minima (ma domani si andrà sotto zero), è prevista la replica visto che difficilmente si sceglierà la campagna per il mangia e bevi di Pasqua. Dopo il lunedì dell’Angelo, presumibilmente, si incomincerà invece a dire che così non si può andare avanti e che il turismo di massa va regolato. E intanto la città finirà sotto il secondo assalto delle scolaresche perchè nonostante l’invito dell’assessore al Turismo Augusto Salvadori a spalmare le gite in altri periodi dell’anno le scuole hanno già prenotato, pagato e ora sono in arrivo. Come finirà la Piazza sotto questo diluvio umano è facilmente prevedibile. L’unica risposta, oggi come oggi, sarà il ripristino degli "angeli". Da sabato 5 aprile ritorneranno i volontari a dire che, per piacere, San Marco è un’area ristoro.

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