9 Aprile 2003

Una pace lunga tre chilometri

Le associazioni sportive in marcia per i diritti e il ?no? alla guerra.
L`appuntamento domenica davanti al Politeama

Una pace lunga tre chilometri

L`Uisp: Nino Gemelli è stato emarginato dal circuito teatrale



È stata presentata ieri mattina ufficialmente al pubblico ?La corsa per la pace e i diritti?, una marcia non competitiva di tre chilometri organizzata dalla Unione italiana sport per tutti, in collaborazione con un variegato cartello di associazioni, e che si svolgerà domenica 13 aprile con partenza alle 17,30 davanti dal Politeama. Contemporaneamente saranno allestiti diversi stand, gazebo e banchetti per sensibilizzare sul tema dei diritti, in modo da fare di Via Jannoni (lo spiazzo davanti al Politeama) una ?piazza solidale?. Gli organizzatori hanno annunciato – per sottolineare la non episodicità della mobilitazione e per lasciare un segno permanente anche nella toponomastica – la presentazione di una proposta all`Amministrazione per intitolare quel tratto di strada ?Piazza per la Pace?. Il fine della marcia è in pieno stile De Coubertin (quello de ?l`importante non è vincere ma partecipare?), anche se aggiornato ai tempi e ai tragici eventi bellici di questi giorni: «Correre o camminare ma esserci. Non per tagliare per primi il traguardo, ma per lanciare un messaggio di pace e solidarietà, per un impegno universale alla diffusione dei diritti della giustizia, dell`uguaglianza». Ma se i fini possono sembrare troppo generici, gli organizzatori fanno capire subito che il primo posto dove i diritti devono essere affermati è proprio Catanzaro. Come si ricorderà la Uisp locale proprio pochi giorni fa aveva annullato la ventesima edizione di Vivicittà catanzarese in segno di protesta per la mancanza – sempre secondo l`associazione – di una corretta politica comunale dello sport e ambientale. Nell`organizzare quest`altra manifestazione si muove sulla stessa linea. Anzi, grazie questa volta anche al sostegno di altre realtà (Spalla a Spalla, Libera, Gruppo Abele, Emergency, Rete Lilliput, Un ponte per, Amnesty international, Cittadinanazattiva, Auser, Agesci, Sentinelle del mattino, Banca etica, Centro calabrese di solidarietà, Codacons, Comitato promotore referendum articolo 18, Commissione giustizia e pace, forum terzo settore, l`Acchiappasogni, Legacoop-servizi, Medici senza frontiere, Tribunale per la difesa dei diritti del minore) alza ulteriormente il tiro. E, si passi l`ossimoro, l`iniziativa per la pace diventa molto bellicosa. «Intendiamo la pace nel senso pieno di Shalom ebraica, non solo come assenza di guerra, che comunque è una precondizione necessaria per garantire il primo dei diritti, quello alla vita, ma come affermazione positiva dei diritti», spiega Eugenio Occhini del comitato territoriale Uisp. Ed aggiunge: «La piazza solidale rappresenta questa accezione della pace, per affermare una convivenza pacifica, civile, dignitosa per tutti». Quindi ogni associazione ha spiegato qual è il proprio campo d`azione e il contributo all`iniziativa. Così, ad esempio, Cittadinanzattiva, attraverso Emilia Celia, ha sottolineato l`impegno per l`abbattimento delle barriere architettoniche «in una città in cui da questo punto di vista siamo l`anno zero». Antonio Agostino di Amnesty international ha chiarito le campagne in corso come quella per la tutela dei diritti umani nell`ex Urss. Francesco Leone dell`Agesci ha evidenziato la mancanza di una informazione veritiera sul conflitto in atto e sui suoi presupposti economici e politici. L`Auser con Carlo Vetere ha ribadito l`importanza dell`istituzione di una banca del tempo nel capoluogo. Alfonso Ciriaco delle Sentinelle del mattino ha ricordato l`iniziativa della sua associazione e dell`Azione cattolica giovani perché le istituzioni locali scelgano le banche secondo criteri etici. Provocatorio Occhini ha affermato: «Unicef, Legambiente, Wwf se ci sono battessero un colpo!». E l`impegno è veramente a 360 gradi tanto da toccare il Cda del Politeama del quale l`esponente Uisp contesta la competenza – «fatta eccezione per uno che capisce di teatro, peraltro solo in quanto attore» – ritenendo in tal senso emblematico il mancato coinvolgimento «di un grande uomo di teatro come il catanzarese Nino Gemelli, allievo di Eduardo».

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