14 Giugno 2011

Una giornata alle Poste con il Codacons

Disagi e disservizi denunciati dal responsabile vibonese Claudio Cricenti

Lunghe e disordinate code, terminali in tilt, numeri che impazziscono, impiegati stanchi e a volte nervosi dietro lo sportello. A chi non è mai capitato di assistere a tutto questo dopo aver messo piede in una qualsiasi sede delle Poste italiane? E cosa succede se tra gli utenti, in una qualsiasi giornata, c’è anche il responsabile del Codacons? Succede che il disagio viene segnalato al dirigente dell’ufficio, dinnanzi al quale, pur ammettendo «che condizioni migliori di lavoro e assetti strutturali ed organizzativi competitivi favorirebbero la gentilezza e l’efficienza», viene ovviamente ricordato «che dall’altro lato della postazione c’è un cittadino che paga e pretende che gli sia assicurato un servizio degno di tal nome». E ancora, che se «questi arriva a protestare, non lo fa per motivi personali, ma perchè vorrebbe che tutto funzionasse meglio».
Protagonista di questa vicenda è Claudio Cricenti, come già detto responsabile dell’associazione dei consumatori. E’ a lui che è accaduto di «andare a ritirare una raccomandata, seguendo esattamente gli orari indicati nell’avviso di giacenza, e trovarsi di fronte ad una serie di disservizi». Il primo, un’attesa di 45 minuti «perché – gli è stato detto – occorre prima smistare e registrare tutte le raccomandate ». Adempimento, questo, che in realtà «andrebbe effettuato prima dell’orario di ritiro indicato nell’avviso di giacenza». Il secondo, «problemi nel ritiro nonostante le varie documentazioni esibite ed autocertificanti le proprie referenze». Il terzo, l’essere stato costretto «a chiamare la Polizia per non dover per l’ennesima volta ingoiare il rospo e far finta di niente». Del resto, come ha ammesso lo stesso Cricenti, «il Codacons non può che agire in forma eclatante, altrimenti verrebbe meno alle sue finalità. E deve battere incessantemente, ma non per colpire l’impiegato di turno, anche lui vittima di altri disagi, semmai per stimolare il sistema».
Ai cittadini, adesso, il compito di fare il resto, pretendendo il rispetto di ogni diritto con tenacia e determinazione.

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