20 Marzo 2002

Una gaffe del Campidoglio sulle multe

Una gaffe del Campidoglio sulle multe


Sbagliata l`indicazione del termine per presentare ricorso al giudice di pace. La replica della prefettura

Decisamente il Campidoglio e le contravvenzioni non vanno d`accordo. Dopo le mille polemiche sulla legittimità del sistema Iride, l`occhio elettronico che fa la guardia ai varchi di accesso al centro storico, ora è il Codacons a «multare» il sindaco Walter Veltroni e ad accendere i riflettori sull`ultima gaffe sanzionatoria dell`amministrazione capitolina.

Sulle multe romane, rivela l`associazione per la tutela di utenti e consumatori, è infatti indicato un termine errato per fare ricorso al Giudice di pace: sessanta giorni invece dei trenta previsti dalla legge, con la ovvia – ma paradossale – conseguenza che migliaia di automobiusti capitolini si sono visti respingere i ricorsi per decadenza dei termini. Tutto a causa dell`incredibile refuso.

Se un cittadino multato decide di far ricorso, spiega il Codacons, ha davanti due possibilità: ricorrere al Giudice di pace entro 30 giorni dalla notifica della contravvenzione, oppure alla Prefettura della città di competenza entro 60 giorni. Ma qualcuno, al momento di stampare i moduli per le contravvenzioni, deve essersene dimenticato.

«Tuttavia – accusa infatti l`associazione – a Roma si verifica una situazione particolare: sul retro delle multe è indicato il termine massimo di 60 giorni sia per il ricorso al Giudice di pace, che per quello alla Prefettura (“L`interessato può proporre ricorso entro il tenrmine di 60 giorni dalla data di notifica al Sig. Prefetto ( … ) in alternativa può proporsi opposizione giurisdizionale al Giudice di pace entro il termine di 60 giorni dalla notificazione“)».

Una svista clamorosa, un`informazione del tutto errata che, continua il Codacons, «porta il cittadino multato a credere di avere due mesi di tempo per opporsi, ma in realtà le cose stanno diversamente». E così in molti casi il Giudice di pace, «in applicazione della L 689/81, art. 22 comma 1, dichiara l`inamniissibilità del ricorso in quanto proposto fuori il termine indicato dalla legge in 30 giorni». Per colpa della indicazione sballata, quindi, migliaia di romani «si sono ritrovati nella ìmpossibilità di far valere i propri diritti dinanzi le Autorità giudiziarie competenti e per cause a loro non imputabili sono stati privati ingiustamente di una tutela giurisdizionale».

Per ovviare a una ingiustizia così lampante, il Codacons ritiene che i cittadini che si sono visti incolpevolmente respingere il ricorso presentato entro i termini riportati sulla multa «debbano essere risarciti di tutte le spese sostenute per la presentazione del ricorso e del tempo speso per fare valere il proprio diritto, nonché della perdita al diritto alla tutela giudiziaria con tutte le conseguenze economiche che da ciò derivano».

L`associazione per la tutela,dei diritti dei consumatori attacca infine Veltroni, diffidando il primo cittadino, insieme con la Prefettura capitolina, affinché adotti «tutti i dovuti provvedimenti al fine di porre termine al gravissimo disagio procurato ai cittadini e per rendere chiari i termini di legge previsti per la proposizione dei ricorsi in opposizione alle sanzioni amministrative».

E ieri sera proprio la prefettura ha risposto alle accuse del Codacons, ribattendo che la Cassazione avrebbe «prolungato» il termine per i ricorsi fissandolo in «60 giorni dalla contestazione o dalla notifica» con una pronuncia del`99.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox