27 Febbraio 2020

Una frana mai rimossa da dieci anni

per raggiungere felitto i bus di linea impiegano circa 2 ore inutile la diffida
Nel 1995 per raggiungere Felitto dalla città capoluogo gli autobus di linea impiegavano circa un’ ora e quaranta minuti, nel 2020 per quella stessa distanza sono necessarie poco più di due ore. Da oltre dieci anni la presenza di una frana lungo la Strada Provinciale 488, nel tratto che da Castel San Lorenzo conduce al paese delle Gole del Calore, determina il restringimento della carreggiata, con pericolo per la circolazione stradale e conseguente deviazione del percorso degli autobus di linea per impervie strade interpoderali. Uno smottamento datato aggravatosi col passare del tempo – e l’ atteggiamento atarassico dell’ ente provinciale, non può che venirne fuori una miscela esplosiva. Nei mesi scorsi il Codacons ha provato a fare un po’ di luce sulla vicenda, una diffida alla Provincia di Salerno non è di certo risolutiva ma ha aiutato a capire meglio lo stato dell’ arte. L’ ente sovracomunale ha ribattuto con solerzia, tran quillizzandoci, “è tutto sotto controllo”, ha tenuto a riferire, in fondo dal 2017 è già confezionato un bel progetto per la messa in sicurezza dei luoghi, corredato dalla delibera del Comune di Castel San Lorenzo, dai pareri del Genio Civile e dell’ Autorità di Bacino. E poi c’ è il timbro della Comunità Montana, lo svincolo idrogeologico, e addirittura il visto delle Autorità sanitarie. Tutto in regola, tutto secondo i dettami della più illuminata burocrazia. Con un piccolo intoppo: mancano i soldi. Un dettaglio. Però c’ è da fare attenzione: non appena la Regione emetterà il decreto di finanziamento si metterà prontamente mano all’ intervento. Una rassicurazione convincente, del resto sono passati solo dieci anni, forse dodici, dallo smottamento, il ‘tempo tecnico’ per raccogliere autorizzazioni e visti, dev’ essere difficile fare di più con i mezzi a disposizione. Lo precisa la stessa Provin cia nella sua nota: la ‘legge Del Rio’ del 2014 ha prodotto una forte riduzione del personale, in fin dei conti l’ ente è stato di fatto abolito, anzi no, è rimasto in piedi con funzioni ridotte e ridimensionate capacità economiche. Insomma, un guazzabuglio normativo che altro non fa che accentuare l’ inutilità di un’ istituzione, avvertita da sempre da larga fetta della pubblica opinione e anche da molta parte della politica. Si resta così in attesa di un segnale tangibile da parte della Regione. E intanto la nuova istanza presentata dal Codacons alla Provincia per avere contezza dei sopralluoghi volti a garantire la sicurezza e la fluidità della circolazione – questo impone il Codice della strada agli enti proprietari – è rimasta chiusa in un cassetto. Nessuna risposta dall’ ente che dice di voler resistere all’ inutilità cui sembra essere relegato. Eppure in calce alla nota provinciale scorgiamo in bella mostra il logo ‘Quality Certification Iso 9000′, il bollino blu che attesta la qualità dei servizi per il settore viabilità dell’ ente pubblico. Deve trattarsi solo di un bollino, appunto. Pierluigi Morena ufficio legale Codacons.

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