31 Maggio 2007

«Una follia», «un fatto gravissimo»: non piacein Italia il reality show “Big Donor“

«Una follia», «un fatto gravissimo»: non piacein Italia il reality show “Big Donor“, format Endemol che da domani, sulla Bnn olandese, metterà in palio gli organi di una malata terminale, contesi da tre pazienti in lista d`attesa. Ed anche se la catena Bnn ha precisato di aver scelto di mandare in onda il reality show il giorno in cui ricorre il quinto anniversario del suo fondatore Bart de Graaff, morto dopo aver atteso sette anni un donatore di reni, per il commissario Ue alla Salute Markos Kyprianou «non è la strada da seguire». Concorda il bioeticista Francesco D`Agostino, «la notizia è talmente grave che si spera non sia vera. Ma se vera dimostra il fallimento di ogni etica individualistica, poiché si arriva a ridurre le scelte morali delle persone al mero rispetto delle preferenze personali». Categorico il Presidente dell`associazione di telespettatori cattolici Aiart Borgomeo: «Mediaset, proprietaria di Endemol, intervenga per evitare che si continuino a produrre programmi lesivi della dignità umana. Da un`azienda che produce simili squallidi programmi le emittenti italiane a cominciare dalla Rai, servizio pubblico, dovrebbero cominciare a prendere le distanze, non acquistando o diminuendo gli acquisti». Anche il Codacons si augura sarcasticamente che «la Rai, che già si è “svenata“ per pagare gli appaltatori privati per la realizzazione di numerose trasmissioni, adesso non debba `togliersi un rene` per acquistare il format in questione». Luisa Capitanio Santolini, responsabile Udc per le Famiglie, ritiene «agghiacciante che anche solo si parli della possibilità di un arrivo in Italia del reality show olandese che mette in palio un trapianto di rene. Siamo alla follia, al punto di non ritorno».

In Italia, tuttavia, sarebbe impossibile quello che sta accadendo in Olanda sui trapianti perché «un atto come quello del reality per assegnare un organo è contro le leggi che regolano i trapianti. Lo spiega Alessandro Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti. «Da noi per la donazione da vivente la legge prevede che un magistrato verifichi che tra le parti non ci siano interessi economici, interessi di qualsiasi tipo e coercizione». Nel merito della scelta olandese Costa ritiene che sia «gravemente scorretta dal punto di vista morale, fuori della dignità». Si tratta secondo Costa di una violenza e di sfruttamento verso due parti deboli, il donatore e il ricevente. «Il donatore in questo caso – aggiunge – è un malato terminale e c`è una competizione aggressiva per chi ottiene l`organo».

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