Una famiglia che fa scandalo
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fonte:
- Il Secolo d`Italia
Anna Lubrano Gli americani lo chiamano “Cliffhanger”. ? la tecnica narrativa, tipica di molte serialit? televisive, quella di lasciare letteralmente ?appeso? lo spettatore alla puntata della settimana dopo, se non addirittura alla stagione successiva. Pass? alla storia la puntata finale di Dallas con J.r. Ewing colpito da uno sparo di pistola. Si dovette attendere qualche mese prima di sapere se il ?cattivo che gli americani amano odiare?, come veniva definito il personaggio interpreatato da Larry Hagman, fosse morto o meno. Dovranno aspettare qualche mese anche i telespettatori italiani della fiction di Raiuno “Una grande famiglia”. Capita di rado che una fiction scateni l’ ira dei telespettatori. Il finale aperto che lascia, come ? prassi della grande serialit? Usa, tanti punti interrogativi. Peccato che il pubblico italiano, abituato alle serie didascaliche alla “Don Matteo” e “Il maresciallo Rocca”, sia rimasto spiazzato. ?Siamo stati in pericolo, forse lo siamo ancora?, ? la frase finale della serie in sei puntate. Bisognava rimanere incollati fino all’ ultima scena dell’ ultima puntata per capire come andava a finire. Poco prima dei titoli di coda tutti a tavola (i genitori, Stefania Sandrelli e Gianni Cavina, la moglie, Stefania Rocca, i fratelli Sonia Bergamasco, Giorgio Marchesi, Sarah Felberbaum e Primo Reggiani) sono rimasti sgomenti di fronte alla ricomparsa del primogenito Edoardo Rengoni (Alessandro Gassman) che, dunque, non ? morto, ma vivo e vegeto. Anche se la frase pronunciata mentre ha abbracciato il figlio Ernestino non lascia presagire nulla di buono per il seguito. Che ovviamente ci sar?: come anticipano gli sceneggiatori della serie tv diretta da Riccardo Milani. Una serie premiata da ascolti record, 7 milioni 532 mila spettatori e il 26.39% di share. Sullo sfondo, una realt?, quella dei distretti industriali del Nord Italia, raramente raccontata in televisione. Un fotoromanzo ben scritto e attualizzato con temi nuovi: al tradimento si lega il tema dell’ omosessualit?, dell’ adozione, del bullismo a scuola, ma soprattutto tiene banco il giallo. Resta infatti senza risposte il mistero al centro del plot narrativo: dove erano finiti i soldi ed Eduardo? E perch? simulare la morte? E qual ? il pericolo che incombe sulla famiglia Rengoni? Evidentemente non abituati alla brusca chiusura, molti spettatori hanno protestato con la Rai. Tanto che il Codacons e l’ Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno ritenuto di presentare un esposto all’ Antitrust e all’ Autorit? per le Comunicazioni, ?perch? nei confronti del telespettatore esiste un obbligo di buona fede che passa anche dallo sviluppo delle trame narrative, e che deve essere garantito dalle reti televisive?. Replica il direttore dell’ Intrattenimento Rai, Giancarlo Leone, affidandosi a un tweet: ?Se in Italia si rivolgono all’ Autorit? per le fiction? Negli Usa cosa avrebbero dovuto fare con Lost??. E, fa notare uno degli sceneggiatori, Ivan Cotroneo, ?significa che i telespettatori hanno seguito con attenzione. Dunque un motivo in pi? per pensare alla seconda serie?.
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