31 Gennaio 2002

«Una confusione che facilita i ricorsi»

LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI
«Una confusione che facilita i ricorsi»

L?avvocato Dona: «Tutto dipende da ciò che è contestato nel verbale: si deve valutare caso per caso»



Alzi la mano chi, dopo aver letto e scoperto queste diverse interpretazioni, non correrà dal giudice di pace per fare ricorso.
Il Codacons invita tutti i cittadini a fare esattamente così: «Tutti coloro i quali hanno ricevuto ingiustamente la multa ai varchi elettronici devono rivolgersi al giudice di pace per ottenere il risarcimento dei danni».
L?associazione si impegna anche ad offrire assistenza legale a tutti i cittadini che, visto quello che si sta scatenando, vogliano fare ricorso.

«Sembra che i varchi elettronici installati in alcuni punti della capitale – osserva il Codacons – non siano così efficaci e infallibili come ci avevano annunciato. Numerose contravvenzioni, infatti, vengono in questi giorni notificate anche a chi è dotato dell`apposito permesso per accedere alle zone a traffico limitato. Ai lavoratori che hanno chieasto e ottenuto l?autorizzazione». La confusione regna e non aiuta il cittadino a veder riconosciuti errori e diritti.
«Noi abbiamo già provato a impugnare questo tipo di difformità – sostiene anche l?avvocato Massimiliano Dona, dell?Unione nazionale consumatori – ma gli esiti ancora non li conosciamo, ci vuole del tempo. A mio avviso non è chiarissima la lettura della norma e per questo si presta a eqiuivoci. L?esito determinerà l?indirizzo che andrà ad assumere la giurisprudenza del giudicice coinvolto su questa tematica».
Insomma la confusione non aiuta il cittadino e rende ancora più difficili i suoi diritti.
«La confusione del dato normativo – aggiunge il legale dell?associazione dei consumatori – potrebbe legittimare i ricorsi. Una cosa è certa: molto dipende dalla descrizione della violazione riportata sul verbale che accompagna la norma del?articolo violato. Sarà importante e giusto valutare caso per caso. Confidiamo nella superficialità degli accertatori». Chiaro? «Quando noi abbiamo cominciato a impugnare i primi verbali, l?abbiamo anche fatto per sollecitare un intervento chiarificatore da parte della giurisprudenza a livello interpretativo».
Anche chi abita nel centro, all?interno quindi della zona a traffico limitato, chiede chiarezza. «E? grave che i vigili urbani, invece, di far rispettare i varchi elettronici, difendendo così la salute di tutti i cittadini, puntino invece il dito contro i varchi stessi», dichiara Viviana Di Capua, presidente dell` associazione abitanti centro storico, il «sodalizio» costituito nel ?92 che raccoglie oltre 1500 abitanti della città storica.
«I varchi sono un deterrente che ci permette di difenderci dal mal di traffico e vivere meglio – aggiunge il presidente Di Capua – Gli errori, come all`inizio per qualsiasi cosa, ci possono essere, ma a che serve demonizzare queste tecnologie, omologate in base alla legge, collaudate, sperimentate? I vigili urbani secondo me, dovrebbero smettere di far politica e vigilare perchè dentro alla città storica molte cose ancora non funzionano come dovrebbero».
Il portavoce dell?associazione che si occupa dei problemi del centro si riferisce «in particolare ai numerosi commercianti, titolari del permesso per il carico e scarico delle merci, limitato ad alcuni orari, nell? assolutà impunità, tengono le auto fisse in sosta in seconda fila senza incorrere in alcuna sanzione». Problemi di sempre, rimasti irrisolti anche con l?attivazione dei ventidue varchi, accesi tre mesi fa.

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