5 Settembre 2003

Una commissione taglia-porzioni

lotta all`obesità. Il gruppo di lavoro dirà agli italiani quante calorie assumere ogni giorno. Alcol e fumo, allarme giovani

Una commissione taglia-porzioni





Roma. Nasce la commissione taglia-porzioni che dirà agli italiani quante calorie assumere ogni giorno e che darà le indicazioni per portare nelle diete delle mense, così come nei bar e nei ristoranti, alimenti più salutari ma anche in quantità più adatte. Il ministro della Salute Girolamo Sirchia ha firmato infatti il decreto che stabilisce la nascita di questo nuovo gruppo di lavoro, che entro il 30 giugno del prossimo anno dovrà presentare al ministro una relazione con le nuove indicazioni nutrizionali. Il gruppo è composto dagli esperti Michele Carruba, Giorgio Calabrese, Giovanni Spera, Carlo Cannella e Giuseppe Stefano Morino, e sarà presieduto dal direttore generale della Direzione generale della comunicazione e relazioni istituzionali Roberto Iadicicco.
La nuova commissione arriva dopo le preoccupazioni e gli allarmi lanciati sulla crescente obesità in Europa come in Italia, ed è stata formata in linea con gli obiettivi del piano sanitario nazionale. La commissione avrà il compito quindi di individuare iniziative dirette proprio alla promozione di una corretta alimentazione, dando precise indicazioni sulla riduzione delle quantità di cibi e bibite ingeriti, la promozione della dieta mediterranea, e il convincimento degli italiani di abbandonare le pericolose abitudini per la linea di assumere cibi fuori pasto.

OGNI GIORNO 800 CALORIE DI TROPPO. Ci sono almeno 800 calorie di troppo in media ogni giorno nella dieta degli italiani. Pari, in modo del tutto indicativo, ad un piatto di pasta e ad un dessert leggero. Ottocento calorie da fare scomparire dalla dieta quotidiana del signor Rossi, secondo Giorgio Calabrese, docente di dietetica e nutrizione umana presso l`Università cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e l`Università degli studi di Torino, componente della neo commissione taglia porzioni appena istituita. Il calcolo, ha spiegato Calabrese, è chiaramente medio. Quando la commissione completerà i suoi lavori nel giugno 2004, ci saranno, si presume, anche le indicazioni differenziate per sesso ed età.
Ma se verranno ridotte le porzioni servite nei ristoranti per salvare la linea e le arterie degli italiani cosa succederà ai prezzi? Su questo l`esperto non si sbilancia. «Il lavoro deve ancora iniziare», ha detto, senza escludere l`ipotesi di un accordo con gli esercenti per correggere i listini in proporzione. «E` solo un`ipotesi – ha però tenuto a precisare – nessuno imporrà nulla».

CODACONS: RIDURRE ANCHE I PREZZI. La riduzione delle porzioni nei ristoranti e nei bar dovrà essere accompagnata da una riduzione dei prezzi, afferma l`associazione di consumatori Codacons: «Se diminuiranno le porzioni, verrà diminuito il prezzo delle portate vendute da bar e ristoranti?», domanda il Codacons. «Perché, se eccessiva è la quantità – rileva l`associazione – sicuramente è eccessivo il prezzo, spessissimo non rapportato alla quantità e qualità del prodotto somministrato». Secondo il vicepresidente del Codacons, Giuseppe Ursini, «il gestore di un locale di ristorazione difficilmente abbasserà i prezzi, giocando sulla possibilità che i clienti non si accorgano della diminuzione della quantità di cibo nei piatti serviti». Ursini teme le eventuali conseguenze sull`inflazione e propone di «organizzare prima una campagna di sensibilizzazione sull`argomento e poi di imporre la riduzione delle porzioni con equiparazione dei prezzi».

FIPE: SI` ALLA QUALITA`. «Meno quantità e più qualità è uno slogan che ci piace»: il direttore generale della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe-Confcommercio), Edi Sommariva, promuove l`iniziativa del ministro Sirchia. «Le indicazioni che arriveranno dalla Commissione – dice Sommariva – saranno valide per le istituzioni, scuole, ospedali. Quindi la ristorazione collettiva si adeguerà. Ma per il commercio sarà un`indicazione: si potranno ridurre porzioni, ma per le pietanze la scelta dovrà essere volontaria. Se i consumatori riterranno di non abbuffarsi noi reagiremo facendo due linee, una ipocalorica e una ridotta quantitativamente». In ogni caso Sommariva spiega che la Commissione potrà sì tagliare sulla quantità ma certo non sui prezzi: «Questa è una leva che utilizzeranno ristoratori in base alla loro clientela».

LOTTA ALL`ALCOL. Dopo gli allarmi fumo e obesità è ormai chiaro che esiste un altro big killer: l`alcol. E` questa la terza priorità sanitaria che i 150 esperti di salute pubblica riuniti a Milano per il convegno europeo sugli stili di vita hanno individuato in una relazione che andrà oggi nelle mani dei ministri della Salute Ue. «Il consumo procapite di alcol in Europa è il più alto nel mondo», si legge, e la tendenza è di una ulteriore crescita, soprattutto fra i giovani. E sono proprio i giovani i più a rischio anche per quello che riguarda i chili di troppo e il fumo. Troppa pubblicità, troppi testimonial eccellenti. Ma come intervenire contro i colossi commerciali del fumo e dell`alimentazione? «Meglio non arrivare alle guerre fra avvocati – ha detto il ministro Sirchia – la via europea non deve essere quella delle denunce. Meglio la prevenzione». E proprio per non ricalcare il modello americano, dove le battaglie legali in nome della salute sono diventate all`ordine del giorno, gli stati europei tenteranno di arginare obesità, fumo e alcol con campagne su misura Paese per Paese.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox