13 Ottobre 2010

“Una città prigioniera della violenza”

«Una città sempre più violenta e intollerante». E’ questa l´accusa che, dopo il brutale pestaggio all´Anagnina, rischia di trasformare in un cavallo di Troia il cavallo di battaglia elettorale del sindaco Alemanno. Nel mirino del Pd, la sicurezza, sbandierata come una priorità dell´allora candidato del Pdl. E se nell´immediatezza l´inquilino del Campidoglio fa sapere dalla Cina, dov´è in missione, di valutare la denuncia per omissione di soccorso nei confronti di chi ha assistito all´aggressione senza prestare soccorso «perché non è accettabile che in una città come Roma avvengano cose del genere e che accadano tra l´indifferenza della gente», battuto però sul tempo dal Codacons che la denuncia contro ignoti l´ha presentata subito, il centrosinistra parte lancia in resta, deciso a non fare sconti. In modo soft come il presidente della Provincia Nicola Zingaretti («E’ un fatto grave e drammatico, una esplosione di violenza che si commenta da sé»), caustico come il deputato democratico Roberto Giachetti («E’ stupefacente come il sindaco, anziché assumersi le sue responsabilità e promuovere controlli in una delle fermate della metro più pericolose, caotiche e frequentate, se la prenda invece coi romani»), oppure andando giù durissimo. «E’ l´ennesimo atto di una violenza dilagante», ha tuonato il coordinatore del Pd Marco Miccoli: «Roma è incattivita, sempre più sicura e intollerante, in preda a pulsioni egoistiche che mai avevano avuto cittadinanza». Attacchi rintuzzati dal delegato capitolino alla Sicurezza, Giorgio Ciardi: «Ricordiamo ai soliti speculatori di circostanza che nel 2009 i reati sono calati di oltre il 30%, un trend ribadito peraltro nei primi sei mesi dei quest´anno, che ha visto un´ulteriore riduzione del 4%». Giustificazione che tuttavia non convince l´ex assessore alla Sicurezza di Veltroni, Jean Leonard Touadi, secondo cui «in città siamo alla guerra di tutti contro tutti, aggravata dalla futilità dei motivi» e «quello di oggi è l´ultimo di una serie di episodi che, messi in fila, comunicano ai romani un senso di solitudine e di abbandono che nessuna statistica riuscirà mai a rilevare». Certo impossibili da combattere con la propaganda, con «l´allarme sicurezza, l´uso strumentale delle paure sociali, le speculazioni su gravi fatti di violenza, come per l´omicidio Reggiani, al solo fine di centrare un unico vero obiettivo, vincere le elezioni», stigmatizza il deputato Enrico Gasbarra: «Slogan, città militarizzate, la promessa di un cambio radicale stanno mostrando il loro totale fallimento perché la destra che governa il Paese e Roma ha tagliato le risorse al sociale, alla cultura, al volontariato e alle forze di polizia». Parole d´ordine ormai scadute, quelle di Alemanno: «Tolleranza zero significa sicurezza nei luoghi pubblici, quella che oggi ancora una volta è mancata», denuncia il consigliere del Pd Mario Mei. Anche se per la governatrice Polverini si tratta soprattutto di una questione culturale: «Bisogna recuperare un senso di solidarietà e di umanità, come istituzioni dovremmo mandare messaggi che avvicinino le persone, non che le allontanino, perché questi episodi colpiscono tutti». SEGUE A PAGINA VI.
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this