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29 Marzo 2016

Una “cascata” di turisti In Umbria +8 per cento Sconfitta anche la paura

Una “cascata” di turisti In Umbria +8 per cento Sconfitta anche la paura

PERUGIA – L’ Umbria nell’ uovo di Pasqua trova tanti turisti. Attacco scontato per una notizia che scontata non era. Numeri, please. Federalberghi certifica un consistente +8 per cento di prenotazioni rispetto a Pasqua 2015, con punte record di +15 per cento a Città di Castello dove gli eventi per il Centenario della nascita del maestro Alberto Burri si sono rivelati un traino eccezionale. Appena un gradino più in basso di “Don Matteo”, che ha fatto fare l’ esaurito a Spoleto. Ma è tutto il brand Um bria a tirare nel turismo all’ insegna delle tre “s”: sicurezza, speranza e sorriso. In Umbria come nel resto dell’ Italia. I primi, seppur parziali, indicatori sono tutti positivi. La mattanza di Bruxelles, almeno a queste latitudini, non ha influito. Anzi in molti si sono sentiti scoraggiati a imbarcarsi in lunghe trasferte, cosa di meglio che ripiegare nella vicina Umbria? Una mano è arrivata dal fattore meteorologico che pesa sempre sugli spostamenti ma in modo significativo su quelli pasquali. Pasqua, Pasquetta e la stessa vigilia iniziata con le partecipatissime processioni del Venerdì santo hanno fatto registrare presenze significative con salutari iniezioni di denaro fresco, atteso come manna dal cielo dagli operatori del settore. L’ Umbria piace. Agli italiani più che agli stranieri, visto che il 90 per cento dei vacanzieri è rigorosamente “made in Italy”. Incoraggiante, però, il dato che vede una marcata ripresa di turisti americani, soprattutto nel capoluogo di regione. I nostri grandi scrigni d’ arte e del vivere bene presi d’ assalto, tantissimi sono ripartiti ieri dopo tre giorni di permanenza. Gubbio (vie, piazze e monumenti della città di pietra invasi. Parcheggi stracolmi, servizio navetta a pieno ritmo e il trenino “Gubbio Express” tutto esaurito durante il fine settimana ad ogni turno. Polizia municipale addirittura dislocata a dare informazioni ai turisti in ingresso), Spello, le zone del Sagrantino, le perle della Valnerina con Cascia e Norcia nel ruolo di lepri, la Cascata delle Marmore, il lago Trasimeno con l’ area camper di Passigna no super affollata e tanti altri centri che è impossibile elencare saliti alla ribalta. E poi Orvieto, Todi (miracolo, ha perfino funzionato l’ ascensore inclinato del parcheggio meccanizzato di Porta Orvietana!), Perugia (corso Vannucci in molte ore trafficatissimo come la riviera a ferragosto), Città di Castello. E naturalmente Assisi ammiraglia insostituibile quando si parla di turismo. Le misure antiterrorismo, molto visibili nella frequentata città del Poverello come si può leggere più approfonditamente nel servizio a fianco, sono state accettare di buon grado, la sicurezza è stata vissuta come valore aggiunto per la tranquillità generale e se c’ è stato qual che rallentamento- minimo in verità – pazienza. Le impareggiabili bellezze naturali e artistiche, accompagnate da una cucina che non ha nulla da inviare ad alcuno, hanno fatto il resto. E poi il sistema museale che non si è fatto trovare impreparato. Gli operatori ci hanno messo dello ro, dispensando apprezzati sorrisi a chi poi in qualche modo ha contribuito a rendere più floridi i conti delle loro attività. Un ponte di speranza, insomma, dopo la tormentata vigilia Piena… come un uovo L’ Umbria brinda alla Pasqua. Da Cascia alla cascata delle Marmore passando per Perugia, Todi, Spoleto e altri centri “minori”. Senza dimenticare, foto in basso, Gubbio e Città di Castello: insomma un pieno di speranze molto incoraggiante in vista della stagione estiva per gli attentati nel cuore dell’ Europa. Certo resta il rammarico del sostanziale “mordi e fuggi”, tendenza sempre più marcata che si sostanzia in più arrivi ma paradossalmente in vacanze più brevi. Passa quasi in secondo piano anche un piccolo segno meno, come certifica il Codacons alla voce prodotti tipici, venduti per un 2% in meno rispetto allo stesso periodo di un anno fa. Effetto crisi sì, ma soprattutto danneggiati da una Pasqua pilotata dagli sconti delle gros se catene di distribuzione. E adesso? Consigli disinteressati per gli operatori del settore: cibo, arte e cultura devono essere riuniti in un unico sistema. E’ questa in fondo la ricetta segreta per fare centro. E viste le dimensioni dell’ Umbria realizzarla non dovrebbe essere un’ impresa. Il gioco vale la candela. E saper sfruttare l’ ulteriore spinta verso la ripresa del comparto deve essere l’ imperativo categorico, cullarsi sul trend positivo che il mercato registra invece non porta da nessuna parte.

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