Una casalinga muore dopo due ricoveri
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fonte:
- l`Adige
I familiari accusano i medici dei due ospedali palermitani di negligenza
PALERMO – “Sembra di assistere ad un bollettino di guerra, con vittime create dalla malasanità e dagli ospedali tenuti in condizioni di assoluta precarietà igienica“. Lo ha detto Francesco Tanasi, segretario del Codacons a proposito della morte di una casalinga palermitana dopo un intervento chirurgico. Cinque medici sono, infatti, indagati per la morte di Angela Bartolone, una casalinga di 54 anni, deceduta all`ospedale Ingrassia di Palermo sabato scorso. Poche ore prima, era stata operata d`urgenza all`intestino in un altro nosocomio cittadino, il Buccheri La Ferla. La mancanza di posti letto nel reparto di Rianimazione ne aveva reso necessario il trasferimento all`Ingrassia, dove la paziente è entrata in coma. I familiari, che accusano i medici di negligenza, sostengono che la donna, più volte, nei giorni precedenti l`operazione, si era rivolta ai sanitari denunciando dolori addominali e che le era stata diagnositicata una banale sindrome influenzale. La Procura di Palermo ha aperto un`inchiesta per omicidio colposo. La lunga odissea di Angela Bartolone era cominciata il 14 gennaio scorso quando, dopo una caduta dalle scale, la casalinga era stata visitata all`Ingrassia. Con una diagnosi di contusione del bacino era stata dimessa ma, dopo due giorni, era tornata nel nosocomio sostenendo di avere forti dolori addominali. I familiari raccontano che in quell`occasione alla paziente fu detto che si trattava di influenza. Diversa la versione dell`ospedale che precisa che la paziente, diabetica, “alle 22.44 era stata ricoverata e tenuta in osservazione per oltre 6 ore. L`addome era trattabile, la pressione arteriosa e la saturazione nei limiti“. “Sono stati eseguiti esami ematochimici – si legge nella nota dell`Ingrassia – che hanno evidenziato uno scompenso metabolico e pertanto la paziente è stata reidratata, trattata con terapia insulinica, antibiotica ed antidolorifica. È stata, quindi, dimessa il 17 gennaio in buone condizioni generali“. Ma dopo qualche ora Angela Bartolone era tornata a sentirsi male e aveva deciso di andare, questa volta, al Buccheri La Ferla. Lì la situazione era stata valutata in modo diverso: le condizioni si erano aggravate e la paziente sottoposta d`urgenza ad un intervento per un “volvolo intestinale“, una rotazione dell`intestino appunto. Il 18 gennaio la mancanza di posti letto nella Rianimazione aveva indotto i medici a trasferirla all`Ingrassia dove la paziente è morta sabato scorso. Nel registro degli indagati sono finiti tutti i sanitari che si sono occupati del caso. Intanto Dolores Biscuola, 40 anni, la figlia del pensionato morto domenica, dopo essere stato colto da malore su un pullman a poche decine di metri dal Santa Croce di Moncalieri, si sfoga: “Dove deve andare – si chiede – uno che si sente male se non in ospedale? Ci vogliono togliere tutto? Anche un pò di fiducia nella possibilità che in ospedale ci sia qualcuno che viene a vedere perchè stai male?“. Sull`accaduto sono state aperte due inchieste. La prima, dell`Asl 8, il cui commissario ha già scagionato i medici anche se non sono usciti dal pronto soccorso. Ma la seconda, quella della magistratura e dei carabinieri di Moncalieri e del Nas, aperta per omicidio colposo e omissione in atti di ufficio (a carico di ignoti), non ha ancora portato a risultati definitivi. Anzi, un`analisi attenta della documentazione sta facendo sorgere dei dubbi sul comportamento dei medici.
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