13 Marzo 2002

Una busta di pop corn con la sorpresa di un topo morto

Una busta di pop corn con la sorpresa di un topo morto
E` la disavventura capitata a U.E. che aveva appena acquistato la confezione, perfettamente sigillata, in un discount vicino casa. Il Codacons chiede alla Asl di presentare la documentazione alla Procura.


ROMA – Serata casalinga. Un comodo divano sul quale sedersi di fonte alla tv accesa. Pronto a guardare il filmissimo in prima serata. A portata di mano, immancabile, una busta di pop corn da sgranocchiare durante la poiezione. U.E. l`aveva appena comprata al discount Todis vicino casa. Per lui quasi una sorta di rito. Non appena ha aperto la busta però si è accorto che qualcosa non andava, che i pop corn non erano croccanti come al solito.

Ne ha assaggiato qualcuno e anche il sapore era diverso, quasi rancido. Poi è stato assalito da un odore nauseabondo. Ha pensato che fossero andati a male. Ma cercando bene nella busta si è reso conto che il problema era un altro e ben peggiore: nella confezione c`era anche un topo morto.

“Il mio primo istinto – racconta U.E., quarantenne di Roma – è stato quello di andare in ospedale. Volevo essere sicuro di non aver subito un avvelenamento o qualcosa del genere. Ma i medici dell`Umberto I mi hanno dato un antibiotico e mi hanno rassicurato sulle mie condizioni di salute“.

La questione, però, non è finita lì. U.E. ha fatto una denuncia all`Asl che ha confermato: nel pacchetto di pop corn c`era proprio un topo morto. A quel punto si è rivolto anche al Codacons per avere assitenza legale. E l`associazione dei consumatori ha inviato una comunicazione alla Azienda sanitaria per chiedere che la documentazione raccolta venga inviata alla Procura della Repubblica di Roma, in modo che si proceda all`accertamento di eventuali reati. Come per esempio quello previsto dall`articolo 444 del codice penale, ossia commercio di sostanze alimentari nocive.


U.E., comunque, è convinto che la responsabilità non sia del discount vicino casa. “La busta – racconta – era sigillata. Penso proprio che il supermercato non abbia nessuna colpa. E infatti continuo ad andare a fare la spesa lì, come sempre. Ma voglio vederci chiaro, anche se non ho avuto conseguenze fisiche. Sono cose sgradevoli che non devono succedere“.

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