9 Settembre 2005

Una brutta storia scappata di mano








Non siamo d?accordo col ?niet? di Corada e degli altri sindaci di B che in nome di motivazioni le più variegate ? talune, anzi, a dir poco bizzarre ? hanno negato gli stadi al sabato, ore 15. A quest?ora in Italia si può far tutto, secondo lorsignori, ma non giocare a calcio. C?è puzza di Politica in queste scelte: lo ha scritto ieri anche la Gazzetta dello sport. Sergio Cofferati, che ha fallito con i Girotondi (nati in piazza Navona nel febbraio 2002 ed ora già in crisi) si è tuffato a succhiare visibilità in questo pasticcio all?italiana, gonfio di ipocrisie, di intrallazzi, di bassezze, di bugie. Cofferati, in crisi a Bologna, cerca di rifarsi il trucco col calcio. Mi ha fatto tristezza vedere Corada al suo rimorchio; Corada che allo scoppio della ?guerra? la pensava in un modo eppoi, incontrato il Cinese, ha svoltato nel ?niet? duro e puro. E? la riprova che il calcio è l?ennesimo pretesto per fare la Politica muffita, costi quel che costi. Il Codacons ieri è stato durissimo: «Se i sindaci continueranno a bloccare gli stadi, chiederemo al Tar di sospenderli dal loro incarico, annullare le loro delibere sull?argomento ed aprire coattivamente gli stadi». Ho l?impressione che i sindaci abbiano sottovalutato l?irrazionale che abita il tifo. Scavalcati dalla decisione unilaterale della Lega (e della Rai) di spostare le gare di B al sabato pomeriggio, i sindaci ? feriti nell?orgoglio e nella loro maestà ? hanno dimostrato di essere più permalosi di quanto si sapeva. Anziché essere i custodi dell?ordine e della legalità, si sono fatti paladini della discordia; ed hanno ?spaccato? le città. Spaccandosi, forse, anche tra loro.

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