17 Luglio 2002

UN TICKET D?INGRESSO SULLE BELLEZZE NATURALI

NATURA

FA DISCUTERE LA SCELTA DEI SINDACI DELLE ISOLE MINORI


UN TICKET D?INGRESSO SULLE BELLEZZE NATURALI



Alla Maddalena, alle Eolie e alle Tremiti si paga già un euro. Una tendenza che si sta diffondendo, con la benedizione del Wwf.


Se si chiama Mare nostrum, perché mai dovrei pagare un ticket per accedere alle sue rive? Qualcuno l?avrà pure liquidata con una battuta. Sta di fatto che il proliferare di pedaggi e biglietti d?ingresso applicati da Comuni rivieraschi e isolani a spiagge, cale e altre bellezze marine del nostro Paese non è passato inosservato. Non è da ieri, a dire il vero, che alcune spiagge libere sono “a pagamento“ e “a numero chiuso“. Già da qualche anno, ad esempio, per accedere all?incantevole arenile di Bidderosa a Orosei, nella costa orientale sarda, si paga un biglietto, che oggi è di otto euro ad auto, per un massimo di cinque persone ciascuna. I biglietti sono 100 al giorno: chi arriva dopo, trova il “tutto esaurito“ e deve cambiare lido.

Ma è anche vero che, dall?inizio dell?estate, più di un?amministrazione comunale, soprattutto di piccole isole, ha seguito l?esempio di Orosei. Alla Maddalena, alle Eolie e alle Tremiti si applica da questa stagione un piccolo ticket di un euro per sbarcare sull?isola. Come funziona? Il visitatore al momento dell?imbarco dei traghetti, oltre al biglietto per la traversata, ne paga un altro alle compagnie marittime che hanno stipulato un protocollo d?intesa con i Comuni. E questa vera e propria island tax piace anche ai sindaci di altre isole minori, da Lampedusa a Ponza e Ventotene…

Le reazioni a quella che è già stata definita la nuova “tassa sull?estate“ non si sono, comunque, fatte attendere. «Pedaggi medievali», li ha definiti Corrado Sforza Fogliani, presidente di Confedilizia. «Odiosa forma di sfruttamento dei turisti», li ha tacciati Nicola Bono, sottosegretario ai Beni culturali, che vede in essi una sorta di «limitazione al diritto di circolazione dei cittadini». Il Codacons, l?associazione di consumatori, minaccia addirittura ricorsi al Tar: «Le spiagge non sono dei Comuni, ma del Demanio».


Nuove risorse per l?ambiente


E i sindaci isolani che cosa rispondono? Uno per tutti, Antonio Greco, primo cittadino delle Tremiti, l?arcipelago adriatico raggiungibile da giugno con pedaggio di un euro: «Non ho ancora sentito una protesta. L?iniziativa, ricordiamolo, ha un solo scopo: rendere le nostre isole più pulite ed efficienti. Con i 180.000 euro di ticket che si raccoglieranno nella stagione garantiremo metà delle spese annuali di smaltimento dei nostri rifiuti. Qualche tempo fa per entrare in un piccolo museo romano spesi sei euro. E per le Tremiti, che sono uno straordinario museo a cielo aperto, non si può contribuire a mantenerlo tale con un solo euro?».


Contrario all?introduzione di ticket è, invece, il sindaco di Portoferraio, nell?Isola d?Elba, Giovanni Ageno, che è anche presidente dell?Ancim, l?Associazione dei Comuni italiani delle piccole isole: «Pur riconoscendo alcune ragioni (contenimento del flusso turistico e spese dei servizi, ndr.) dei miei colleghi, ritengo che un pedaggio del genere sia al limite dell?incostituzionalità. Per quanto riguarda l?Elba, invece, gravano già sui nostri visitatori una sopratassa imposta dall?autorità portuale e un prezzo mediamente alto dei traghetti».

Sostenitore dei pedaggi “naturalistici“ è da sempre il presidente del Wwf Italia, Fulco Pratesi: «Ne sono così convinto che ho proposto di estenderli anche ai parchi nazionali. Il numero chiuso per i beni ambientali è necessario, e ha un costo: per visitare alcuni parchi europei si deve prenotare mesi prima; proprio come si fa con musei e mostre. Il ticket serve a tutelare un patrimonio unico anche per chi verrà dopo di noi. Si dice che siano ticket anticostituzionali? Se lei sale in un autobus e paga il biglietto, viene limitato della libertà di spostarsi?».

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