10 Luglio 2019

Un terzo dei verbali elevato nelle Ztl Incassi per il Comune di quasi 4 milioni

Un terzo di tutte le multe comminate in città riguardano proprio gli accessi e la sosta non autorizzati all’ interno della Zona a traffico limitato. In numeri parlano chiaro: delle 120.039 multe elevate nell’ arco di un anno solare (il 2017, secondo gli ultimi dati diffusi dalla Municipale, ndr), ben 30.043 sono state fatte o con il diretto intervento dei vigili urbani o con le telecamere poste ai varchi d’ accesso al centro storico. In realtà, una piccola quota – per la precisione 2.316 verbali – riguarda la sosta in zona interdetta alla circolazione, ma non incide in maniera significativa sul numero di violazioni commesse nel ristretto perimetro del cuore barocco di Lecce. Ogni verbale vale 126 euro per le casse comunali. In tutto, quindi, tre milioni 785mila e 418 euro. Il ministero dei Trasporti ha infatti diramato le linee guida per la modifica della segnaletica verticale di accesso alle Zone a traffico limitato e Lecce è certamente fra le città che dovrà cambiare i suoi cartelli e farlo quanto prima. Cosa accadrà ora? Secondo il Codacons, infatti, Palazzo Carafa dovrebbe subito intervenire con l’ annullamento in autotutela delle notifiche di verbali il cui iter è già partito, ma non è escluso che, a questo punto, l’ ente decida di scrivere al ministero, per avere delucidazioni sul da farsi. Già in passato, infatti, linee guida e circolari ministeriali sono state oggetto di discussione e dibattito, in seno al Consiglio comunale, per capire come gestire il delicato tema sanzioni. Tre anni fa, per esempio, ci fu il caso dei ben 8.000 verbali inviati dal 2015 in poi e pagati con bonifico bancario. In qualche caso, la valuta del bonifico consentiva l’ effettivo incasso del pagamento solo dopo la scadenza dei cinque giorni previsti per il saldo con lo sconto del 30%. La Municipale, quindi, faceva comunque partire la notifica del verbale, comprensiva di interessi e sanzioni e i cittadini si ritrovavano a doverli pagare, nonostante avessero effettivamente fatto il versamento delle somme richieste nei tempi previsti dalla legge. L’ allora Giunta Perrone scelse di sospendere in autotutela soltanto una parte degli 8.000 verbali interessati al problema, cioè quelli antecedenti l’ 1 febbraio del 2015. Lo fece appellandosi ad alcune, contraddittorie circolari ministeriali che, a dire dell’ amministrazione, obbligavano l’ ente a sanzionare chi pagava in ritardo. La strada scelta non piacque affatto né all’ allora minoranza oggi al governo della città – né alle associazioni dei consumatori, che impugnarono gli atti al Tar, specificando come le circolari del Viminale alle quali il Comune si appellava fossero contraddittorie e avessero solo «natura interpretativa e portata non vincolante per gli Enti locali» e come si potessero congelare tutti i verbali, senza il rischio «di procurare un danno erariale», rischio paventato dall’ allora sindaco Perrone in Aula. I giudici amministrativi, appena il 30 maggio scorso, hanno dato ragione a Codacons e Adusbef, sconfessando l’ operato del Comune. Cosa faranno oggi la maggioranza in Aula e la Giunta Salvemini? Non resta che attendere. P.Anc.

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