Un taglio dei prezzi e controlli del governo
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fonte:
- Il Tempo
Un taglio dei prezzi e controlli del governo
RIDURRE i prezzi di almeno il 10%, a partire dal settore alimentare: è quanto chiedono le associazioni dei consumatori a commercianti e distributori, proponendo una campagna «prezzi scontati» che vada al di là della stagione dei saldi.
In pratica, la Coalizione dei consumatori – in una lettera aperta inviata ai presidenti di Confcommercio e Confesercenti, a quelli delle principali associazioni di rappresentanza della media e grande distribuzione organizzata e al ministro delle attività produttive Marzano – sollecita un accordo quadro tra associazioni dei consumatori e quelle dei commercianti e dei distributori. Accordo per lanciare una campagna articolata su due punti fondamentali: riduzione media dei prezzi dei prodotti di almeno il 10%, con un`attenzione particolare al settore alimentare, e l`attivazione di un sistema di monitoraggio sul territorio per verificare il rispetto dell`intesa.
Se il 10% del taglio è una proposta generale, in particolare l?Intesa ritiene necessario un accordo per calmierare i prezzi di almeno 50-60 prodotti di largo consumo così come ha ritenuto apprezzabile l?ipotesi fatta dallo stesso Berlusconi sulla possibilità di reintrodurre il doppio prezzo sulle merci, in euro e in lire, per far sì che i cittadini possano meglio rendersi conto del prezzo reale ma soprattutto se c?è stato un aumento indiscriminato dei prodotti.
«Il monitoraggio – secondo il cartello che raggruppa Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons – si attuerebbe mediante l`attivazione di Osservatori prezzi comunali/provinciali, facilmente accessibili ai consumatori tramite telefono, fax e posta elettronica, che potrebbero essere istituiti presso gli stessi Comuni e con la pubblicazione periodica degli esercizi commerciali e di distribuzione che, sulla base di appositi sopralluoghi a campione, abbiano dimostrato il rispetto oppure la violazione dei termini dell`accordo con le associazioni dei consumatori».
«L`accordo – dichiara Giustino Trincia, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva, componente della Coalizione – ispirandosi al principio della co-regolamentazione, dovrebbe essere impegnativo per le parti, perché un accordo di soli principi non servirebbe a nessuno».
La proposta dei consumatori arriva mentre sono ancora vive le polemiche sull`inflazione reale, che hanno portato nei giorni scorsi ad un vero e proprio scontro Istat e Eurispes, con quest`ultimo istituto che parla di prodotti alimentari aumentati del 29% e dell?istituto nazionale di statistica che conferma l?inflazione al 2,5% annuo con un costo per le famiglie italiane di 750 euro.
Non per niente il ministro Marzano, oltre ad aver già firmato il decreto per la costituzione di un Comitato di monitoraggio permenente dei prezzi, costituito dai rappresentanti di ciascuna categoria, ha chiesto anche l?impegno degli enti locali per la vigilanza dei negozianti. In sostanza, secondo il ministro, il governo centrale dà gli indirizzi ma il controllo dovrebbe essere effettuato dai sindaci che dovrebbero raccogliere i prezzi, metterli a conoscenza dei cittadini e permettere quindi ai consumatori di coinfrontare i datio che vedono nell?esercizio nel quale si servono con quelli che appaiono dalle rilevazioni. E se anche il vice ministro Adolfo Urso chiede maggiore trasparenza, l?Intesa dei consumatori minaccia scioperi e mobilitazioni in caso di mancanza di inizitive concrete da parte del governo a favore delle famiglie italiane.
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