24 Ottobre 2009

UN “RICCO” CARNEVALE TRA DOLCETTI E SCHERZETTI

 
Sono rimasta molto colpita dalla notizia che a Imola sia stato organizzato un rosario contro la festa di Halloween. Io sono sempre stata contraria a questa festa che non ha nulla a che vedere con le nostre tradizioni ma che ha ormai quasi lo stesso successo commerciale del Natale. Nelle vetrine da giorni non si vedono altro che zucche, ed è la stessa storia da anni per cui mi chiedo se un rosario può avere la forza di sradicare un’usanza che è spinta da pure ragioni economiche. Non sarebbe molto meglio se l’impegno di noi tutti, scuole per prime, si dirigesse verso il recupero di feste davvero nostre, come il carnevale ma ancor di più il Natale che si sta avvicinando e come sempre sarà la solita festa commerciale? Avendo due figli piccolini mi trovo a dover assecondare il desiderio di travestirsi da vampiri solo perché c’è la festa mascherata all’asilo o le tantissime feste private dei compagni. Si può provare a dire «no», come abbiamo fatto io e mio marito, ma con il risultato di tenere i bambini un giorno a casa e escluderli dalle relazioni sociali, almeno nel giorno dedicato alle streghe e al demonio, perché le origini di Halloween affondano nei riti satanici. Questa leggerezza di noi tutti mi fa pensare che davvero siamo in un periodo buio, dove noi stessi insegniamo il nichilismo ai nostri figli. Mara Elena Bruschi

Gentile signora Bruschi, Dipende da che parte la si guarda, questa festa di Halloween. Se entriamo nel merito delle sue origini e del suo profondo significato, certamente l’Italia non ha niente a che vedere con i riti celtici degli spiriti del male. A dir la verità neppure gli Usa dove la festa impazza e da dove il contagio della zucca si è propagato fin quaggiù hanno granché da spartire con la notte delle streghe, se non fossero stati gli immigrati irlandesi, e metà Ottocento, ad esportarla oltreoceano per scongiurare una sorta di maledizione contro il raccolto di patate. Sta di fatto che la festa (pensare che la parola Halloween viene da All Hallows’ Eve, la vigilia di Tutti i santi) ha conquistato gli Stati Uniti e sta contagiando noi (è invece radicata, per tradizione, in Scozia, Inghilterra ed Irlanda). Eppure, se la guardiamo come ricorrenza puramente liberatoria (esorcizzare la paura, per esempio) questa notte può perdere le connotazioni negative che le origini le affidano. Streghe, demoni, pipistrelli vari valgono più o meno come un carnevale. Quella sì, festa paganissima eppure nostrana, forse edulcorata nel tempo. «Per un giorno dicevano i latini è lecito esser folli».  Una riflessione: Halloween ha superato il carnevale in fatto di business, mettendo in circolo 260 milioni di euro e coinvolgendo 8 milioni di bambini (fonte: Codacons). Un rosario è un’ottima occasione per pensare, ma sapendo che e cito solo qualche esempio a Bologna ho contato sei manifestazioni (organizzate da quartieri come Reno, Savena, Navile, cineclub Lumiere e teatri) rivolte ai bambini che vogliono festeggiare con dolcetti, scherzetti e denti da vampiro.

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