Un ragazzo sorpreso a fumare dalle ronde dei consumatori in un bar del Vomero deve pagare 27 euro
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fonte:
- Il Mattino
ANNA MARIA ASPRONE Qualcuno ha passato le ultime ore, prima della mezzanotte, fumando ovunque e senza ritegno. Altri hanno addirittura organizzato feste di addio, una sorta di veglia funebre, con tanto di bara ricolma di pacchetti di sigarette. Da oggi è finita: non si fuma più e chi trasgredisce viola la legge. A Napoli si è beccato 27 euro di multa, la prima prevista dalle nuove norme, un giovane di 22 anni «sorpreso» dalla ronda dell?Associazione Noi Consumatori mentre accendeva una sigaretta dopo il caffè al «Bar della Piazza» al Vomero. Sanzione di cinquanta euro, invece, ai gestori del pub «Panino giusto», sempre al Vomero, per non aver esposto i cartelli con il divieto di fumare. Da tempo i fumatori sono additati come dei «paria», ma la vita difficile è iniziata nell?ultimo anno quando, in vista dell?ultimatum, ormai scaduto, venivano esortati a convertirsi alla salute. Irriducibili, avevano resistito agli inviti degli esperti e ai moniti dei salutisti. E hanno continuato, beffardi e imperterriti, ad aspirare nicotina, incuranti anche delle agghiaccianti scritte sui pacchetti listati a lutto che preannunciavano imminenti catastrofi sanitarie. Ma da oggi, anzi dall?alba di quello che per gli amanti del fumo è il «day after», si sono spente le sigarette. Ma restano accese, anzi accesissime, le polemiche non solo dei fumatori ma anche dei gestori dei locali pubblici. Non si potrà più fumare in ufficio, infatti, ma neanche al bar o al ristorante. E, se la «tortura» dovesse spingere molti degli ostinati a disertare gli esercizi pubblici, sarebbe il fallimento per bar e ristoranti che non si sono attrezzati per tempo?. Il rischio c?è, considerando che gli italiani con il «vizietto» sono circa 13 milioni e, come hanno ipotizzato gli esercenti della Fipe, le sigarette potrebbero portare via con loro anche molti clienti. Tra le tante incertezze dei ristoratori c?è anche quella del «modus operandi»: dovranno tramutarsi in inflessibili sceriffi e bacchettare i trasgressori, con la probabilità concreta di perdere per sempre i clienti o chiudere un occhio ed esporsi al rischio di un?ammenda? Il ministro della Salute si dice certo del contrario: «È provato – ha detto Sirchia – che l?adozione di politiche antifumo fa crescere il business. Arriveranno anche clienti con problemi di salute». Il divieto può essere un?occasione di nuovi affari. Le famiglie con bambini, ad esempio, spiega il Movimento dei genitori Moige, andranno più volentieri nei locali pubblici. Le multe, se si fuma davanti a bambini o donne incinte, raddoppiano. Saranno ancora più ghettizzati i fumatori se verrà accettata la proposta del Codacons: vietare il fumo anche in auto. Per Carlo Rienzi non solo il fumo passivo è pericoloso ma le statistiche sostengono che il 15% degli incidenti stradali per distrazione sono riconducibili alle sigarette. Pare che, per accendere una sigaretta guidando servano circa 2 secondi in cui ci si distrae dalla guida ma a 100 km/h si percorrono cento metri. Per non contare altri gesti: prendere il pacchetto, la sigaretta, cercare l`accendino in tasca o in auto. Il fumo ha anche effetti economici sul lavoro: circa 7 giorni all?anno di assenza in più rispetto ai non fumatori, utilizzo dei servizi sanitari (6 visite in più per anno e 4 in più per anno per i figli di fumatori).
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