UN PRIMATO BIFRONTE ITALIA BATTE SPAGNA, OLé!
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fonte:
- il Tirreno
Oramai i problemi dell`economia, dai quali dipende la qualità della vita di milioni di famiglie, vengono affrontati come se fossero partite di pallone. O gare di Formula Uno. Romano Prodi si è detto soddisfatto del mancato sorpasso della Spagna sull`Italia, entrambe viste non come un aggregato di individui immersi nei loro problemi quotidiani, ma come un blocco unico impersonale ed uniforme: “La macchina Italia“ (“l`Unità“ del 2 gennaio). Prodi, dopo aver ammesso che Madrid cresce più rapidamente degli altri Paesi europei, e che per questo, “da veri amici“, non possiamo che compiacercene, aggiunge che “nonostante la straordinaria performance dell`economia spagnola, l`economia italiana è ancora ben più grande di circa il 50% di quella iberica“. Perciò, conclude il premier, “il sorpasso non è avvenuto“. Dunque tutto bene? Macché! Lo stesso giorno “l`Unità“ pubblica anche un interessantissimo articolo di Giampiero Rossi il quale usa i paragoni con altri Paesi europei (e non solo), ma si premura anche di dare alcuni dati dai quali si capisce che la situazione italiana, nonostante la Spagna non ci abbia “superato“, non è affatto rosea. Per esempio Rossi ci ricorda che, dopo l`estate del 2007, il governatore della Banca d`Italia Mario Draghi ci comunicò che i salari italiani erano i più bassi d`Europa, e che lo stesso ha ribadito il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel messaggio di fine anno. Rossi ci ricorda anche che a fine novembre del 2007 le retribuzioni, già di per sé basse, erano cresciute solo del 2 per cento a fronte di un aumento dei prezzi del 2,4 e che – citando dati del Codacons – durante tutto il 2007 “la perdita del potere d`acquisto degli operai è stata del 7,9 per cento e quella dei pensionati addirittura del 15,5“. Comparando i salari italiani con quelli europei (dati Ocse) vien fuori, alla fine, che il potere reale d`acquisto delle retribuzioni italiane, rispetto al 1998, è il più basso d`Europa, anche più basso di quello spagnolo (nonostante il fatto che la busta paga lorda italiana sia stata, nel 2007, leggermente più alta di quella, sempre lorda, spagnola: 16.538 euro contro 16.400). Conclude Rossi, alquanto sconfortato, che il nostro è un Paese nel quale “si lavora peggio, ci chiedono più flessibilità, ci fanno sudare i rinnovi contrattuali e alla fine del mese possiamo comunque comprare meno pane e meno rose rispetto ai nostri colleghi continentali“. Chiaramente al nostro presidente del Consiglio non passa nemmeno per l`anticamera del cervello di citare questi dati, preferendo invece parlar d`altro, per esempio di una ipotetica ed avvincente gara Italia-Spagna che però, molto probabilmente, nessuno capisce. E che, soprattutto, a nessuno interessa (di certo non interessa ai lavoratori, soprattutto quelli precari, e ai pensionati). Il problema, insomma, è che al momento molti, troppi, dei politici che governano l`Italia – anzi “la macchina Italia“ – sono un po` (troppo) fuori dalla realtà. Una realtà che nel mondo del lavoro è caratterizzata, come precisa il sociologo Luciano Gallino citato da Giampiero Rossi, da un “alto numero di contratti atipici, di precari che invece di 1200 euro al mese costano solo 800 e per 10-11 mensilità e non 12 mensilità più la tredicesima dei contratti a tempo indeterminato: metter mano alle condizioni di lavoro significa eliminare questa piaga dei lavori precari“. Se non sapessimo in partenza che queste parole sono state pronunciate dallo studioso Luciano Gallino, penseremmo subito, visto che sono praticamente identici, agli obiettivi inseriti nel programma elettorale dell`Unione che Romano Prodi e tutti i suoi attuali ministri si sono impegnati a realizzare. In un`altra vita, forse.
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