12 Settembre 2002

Un «prezzo amico» per ricreare fiducia fra commercianti e consumatori

Un «prezzo amico» per ricreare fiducia fra commercianti e consumatori. Sta per prendere piede anche in provincia di Venezia l`iniziativa avviata dalla Confesercenti e da un cartello di associazioni (Federconsumatori, Codacons, Adusbef e Adoc). I negozi che vi aderiranno si impegnano a tenere bloccati fino alla fine dell`anno i prezzi di un «paniere» che comprende una quarantina di prodotti. Ci vorranno un paio di settimane perché la campagna «prezzo amico» si traduca in pratica. Il tempo di definire i contatti con i commercianti e gli esercenti che decideranno di aderire all`iniziativa. Un`apposita vetrofania sulla vetrina indicherà dove sarà possibile trovare i prezzi bloccati ai valori che avevano prima delle ferie estive. Quanto al paniere, la voce principale riguarda gli alimentari. I prezzi fissi, in base all`intesa, riguarderanno latte fresco, caffè (principali marche) pane, pasta (spaghetti, rigatoni e penne), riso, parmigiano, pomodori pelati, olio d`oliva, olio di semi di girasole, zucchero, prosciutto e acqua minerale. Prezzi bloccati anche per pollo, hamburger, coniglio, lesso punta di petto, fettina di vitellone e uova, e inoltre per detersivi (lavatrice, lavastoviglie, lavaggio a mano e pulizia casa), saponette, scope, spazzolini, dentifricio e shampoo. Ma non aumenteranno neppure scarpe, golf, camicie, pantalone, gonna, cappotto e abbigliamento imtimo. Per quanto riguarda i bar, il «prezzo amico» riguarderà caffè, cappuccino e brioche, e la pizza margherita e la bibita nelle pizzerie.
La campagna costituirà una risposta implicita allo «sciopero dei consumi» indetto per oggi da alcune sigle di consumatori, per protestare contro gli aumenti indiscriminati che sarebbero stati riscontrati dall`entrata in circolazione dell`euro. «Mi sembra che l`allarmismo – commenta il segretario provinciale della Confesercenti Maurizio Franceschi – sia un po` sopra le righe. Per quanto il paniere ufficiale possa essere rivisto, non credo che si possa mettere in discussione la serietà delle rilevazioni dell`Istat. Oltre a tutto siamo in una fase di stagnazione dei consumi, e non di vera e propria recessione, e questo non giustifica certo un aumento dei prezzi». Sarà l`esperienza, dunque, a verificare la tenuta dei prezzi entro i limiti del tasso d`inflazione, ma anche il rispetto degli impegni di commercianti ed esercenti, con un monitoraggio continuo, annunciato dalla Confesercenti, che coinvolgerà anche i Comuni e la Provincia.

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