9 Febbraio 2011

Un preside inglese sperimenta le classi con 70 alunni: un successo

Un preside inglese sperimenta le classi con 70 alunni: un successo
 

LONDRA. Anzichè fare di tutto per tenere basso il numero di allievi in ogni classe, un preside inglese ha deciso di fare il contrario: ha preso due aule più un corridoio, buttato giù i i muri e messo la bellezza di 70 bambini di sette anni tutti insieme, sotto la supervisione di due insegnanti e tre assistenti. La classe successiva, quella degli otto anni, conta invece sessanta allievi. Risultato: un successo Gli alunni della Bure Valley Junior School di Norfolk vanno tutti meglio a scuola e il preside ora vuole estendere il sistema anche alle altre classi. A detta del preside John Starling e dei genitori che sebbene all’ inizio fossero scettici, ora si sono ricreduti le classi più grandi sono più diver tenti e danno più possibilità agli insegnanti e ai bambini di interagire tra loro. «Sono sorpresa da quanto sia coinvolgente. Un insegnante guida la lezione, l’ altro collabora. Lavorano come una squadra. La maestra principale è libera di insegnare mentre l’ altra si occupa di piccoli problemi e del comportamento, insieme agli assistenti e questo fa sì sì che la classe non venga disturbata», ha detto Hayley Meyer, madre di una bambina di otto anni. «Abbiamo monitorato gli allievi con attenzione nelle materie principali. Alla fine del primo anno abbiamo visto che avevano fatto il doppio dei progressi rispetto all’ anno precedente», ha detto Starling, che per darevita al sistema due annifahadovuto trovare rimedio al limite massimo di 30 allievi per classe dando alle magaclassi un numero maggiore di insegnanti e assistenti. Il preside ha poi aggiunto: «Gli insegnanti possono lavorare a stretto contatto con gruppi specifici di bambini all’ interno della classe e traggono beneficio dal fatto di avere dei loro colleghi insieme a loro. Agli insegnanti piace, non sono da soli e il sistemasi addice particolarmente a chi si è qualificato da poco perché si trova a lavorare con un collega più esperto». Ma non tutti sono d’ accordo, a cominciare dai sindacati degli insegnanti, che vorrebbero che il limite massimo di allievi per classevenisse portato da 30 a 20 entro il 2020. «Il settore privato non è convinto dalla teoria che la grandezza di una classe non sia importante e nemmeno noi ne siamo convinti», ha detto Christin Bowler della National Union of Teachers, aggiungendo: «la ragione più comune che spinge i genitori a far abbandonare ai figli il sistema pubblico in favore di quello privato è la grandezza delle classi e i benefici che ritengono si possano trarre da classi più piccole». In Italia le super classi inglesi da 70 alunni sarebbero fuorilegge e, anzi, le famiglie degli studenti costretti in aule troppo affollate potrebbero perfino pretendere un indennizzo, come ha stabilito il Tar del Lazio il 21 gennaio scorso, come risarcimento «per danno esistenziale subito». Il tutto dovuto ad una class action del Codacons accolta proprio dal tribunale laziale. Poche comunque le «classi pollaio» (con più di 30 alunni) in Italia: appena lo 0,4% del totale, stando ai dati diffusi dal ministero.

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