«Un porto tutto nuovo che abbracci la città come a Saint Tropez»
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fonte:
- Il Secolo XIX
Silvia Pedemonte /RAPALLO Tre ponti, che vanno a ricreare l’ immagine di un’ elica, a dare l’ accento sull’ importanza della nautica per la città. Tre percorsi, che trasformano il porto Carlo Riva da quello che è, ora-una realtà che resta, comunque, come “staccata” – a un unicum con la città. Un progetto che rivisita Rapallo. E la tratteggia con spiagge e barche, come a Saint Tropez. Con le imbarcazioni a ridosso della passeggiata, «come succedeva cento anni fa, per consentire ai naviganti di fruire più agevolmente di ristoranti, negozi, servizi». Roberto Curtò, 40 anni, è titolare dello studio Yacht Design RC, che ha sede proprio all’ interno del porto Riva. Sei professionisti al lavoro. Unte am che si è aggiudicato molti premi internazionali fra cui, nel 2018, l’ International Yacht & Aviation Awards. Di origini varesine, Curtò dopo aver lavorato all’ estero ha scelto di mettere base a Rapallo «che frequentavo da bambino e che ho sempre amato». Lo studio nella zona portuale. La barca di Curtò che, nella mareggiata del disastro, il 29 ottobre, viene distrutta. «Ero a Stoccolma, quel giorno. Sono tornato il prima possibile. E ho seguito quanto stava accadendo via webcam, fino a quando la mia barca è andata giù». Dal punto più duro, la ripartenza. « Il disastro del porto, oltre ad averci creato notevoli danni, ci ha ferito molto nel morale. Vogliamo risollevarci. Lavorare. Ripartire». Da qui, la proposta per il nuovo porto. Che vede tornare una grande spiaggia, a Rapallo, nella zona sotto l’ Excelsior Palace. «La mancanza di spiagge è uno dei temi della città. Con questo progetto, ne restituiamo una». Che porta all’ interno della baia anche gli ormeggi di San Michele di Pagana. «I riferimenti sono Saint Tropez, Cannes. Una maggiore integrazione del porto con la città. E un grande spazio, collegato, per i megayacht». Sul fronte sicurezza, resterebbe la diga foranea attuale, ristrutturata «come prima barriera. E poi, successivamente, una serie di difese a ridosso della città». Nel progetto, an chelo studio per convogliare al meglio il Boate. E tante novità. Fra cui una discoteca. «È una proposta, la libera interpretazione del nostro team di desi Passeggiata Percorso mega yacht gner di barche – afferma, Cur tò – abbiamo voluto pensare un porto diverso, più bello, accogliente. Più integrato con la città». La fase uno, quella della messa in sicurezza, per il porto Carlo Riva partirà lunedì: come dichiarato dalla direttrice del porto Marina Scarpino si procederà con il rinforzo della mantellata, posizionando 15 mila tonnellate di massi naturali. Intanto è in corso, sia per questo porto che per quello di “Santa” l’ inchiesta della magistratura. E il Codacons ha presentato un’ integrazione all’ esposto alla Procura di Genova. –
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