Un ponte verso il futuro dell’Italia
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fonte:
- Giornale di Vicenza
Alla cerimonia ufficiale per l’inaugurazione del Passante di Mestre il Premier Berlusconi ha annunciato che il prossimo obiettivo nel piano delle grandi opere stilato dal Governo è il Ponte sullo stretto di Messina, da lui definito "un esempio di ciò di cui abbiamo bisogno e di cui l’Italia ha bisogno". Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli ha quindi aggiunto che il progetto, così come la maggior parte degli interventi previsti, grazie ai fondi recentemente stanziati potrà prendere il via entro il 2009. Matteoli ha poi sottolineato l’importanza che l’opera può assumere nell’attuale contesto di crisi: "Se partiamo con 16,6 miliardi di opere ci saranno 140mila posti in più, sennò 65mila posti saranno a rischio". L’idea di realizzare una forma di collegamento tra la Sicilia e il resto d’Italia ha origini remote: nel 1969 per la prima volta l’A.N.A.S. in collaborazione le Ferrovie dello Stato indisse un "Concorso internazionale di idee" per un attraversamento stabile viario e ferroviario dello stretto. Dopo una serie infinita di tappe intermedie il 6 dicembre 2001, a fronte di numerose analisi e studi approfonditi, il Senato ha dato il via libera al provvedimento che consentirà la realizzazione dell’opera. E si arriva ad oggi con lo stanziamento da parte del Cipe di 1,3 miliardi di euro riservati al Ponte. Il progetto, che dovrebbe essere portato a termine entro i tempi e le spese preventivati, è sostenuto dalla maggioranza quale mezzo necessario per modernizzare il Paese e colmarne il deficit strutturale ereditato dal passato, ma non si può certo dire che goda di consensi unanimi. La struttura, che unirà la Sicilia al resto del Continente consentendo l’attraversamento dello Stretto in soli 3 minuti, è vista da alcuni come una buona opportunità per ridurre le distanze che fin’ora hanno ostacolato lo sviluppo economico e turistico del meridione. Ma non mancano i detrattori e le polemiche: c’è chi non la considera una forma prioritaria di investimento, altri parlano di impatto ambientale negativo. Intanto il Codacons, che considera l’opera uno spreco di denaro pubblico, ha annunciato che ricorrerà al Tar del Lazio per contestare il Cipe.
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