26 Gennaio 2006

Un po` di freddo in più, un maglione d`aggiungere, ma non basta

Un po` di freddo in più, un maglione d`aggiungere, ma non basta: basse temperature e scarsità di gas peseranno sui bilanci familiari. Quanto? 30 euro in un anno, secondo i calcoli di Erminio Quartiani (Ds), presentati nel corso della conferenza stampa di Pierluigi Bersani e Edio Ronchi. Cioè le misure previste dal decreto voluto dal governo per fronteggiare l`emergenza energetica potranno comportare un costo di 500-600 milioni di euro, cioè un costo medio di circa trenta euro in bolletta. Questo sarebbe l`effetto della decisione di produrre quattromila Mgw di energia elettrica riattivando centrali a olio combustibile. E la situazione potrebbe farsi più nera, nel caso dio una nuova ondata di freddo. Anche le varie associazioni dei consumatori hanno preso in esame la situazione, che suscita allarme. “Adoc e Codacons – sta scritto in un comunicato – si opporranno a qualsiasi ricaduta della crisi energetica sui bilanci delle famiglie“ e sono pronte “fin d`ora ad un ricorso al Tar contro gli aumenti delle tariffe del gas“. “Se si vogliono ritoccare le bollette – sottolineano Adoc e Codacons – si dovrà prima necessariamente approvare la legge (ferma da un anno e mezzo al Senato) per l`unificazione dell`Iva sul gas al 10 per cento per i consumi privati, e stabilire forme di deducibilità fiscale per le spese per benzina, luce e gas. Solo a queste condizioni, indispensabili a sostenere le famiglie oramai stremate dalle spese energetiche, i consumatori accetteranno aumenti minimi delle bollette del gas, in relazione all`emergenza di questi giorni“. Polemica anche l`Adiconsum, che respinge “eventuali aumenti sulla bolletta del gas“: “Gli errori dell` Eni non possono essere addebitati ai consumatori“. Più che sulle famiglie i costi dell`emergenza, secondo l`Adiconsum, andrebbero addossati al monopolista. Il freddo eccezionale, continua l` Adiconsum, “non può significare un aggravio sulla bolletta, soprattutto quando alla base ci sono state scelte industriali e commerciali che hanno portato ampi profitti all` Eni“. Il gruppo petrolifero infatti “fino a poco tempo fa ha scelto di mantenere bassa l`offerta sostenendo che c`era il rischio di una bolla, non ha effettuato i necessari investimenti per aumentare lo stoccaggio e non ha provveduto per tempo al potenziamento della rete nelle strozzature già note in Tunisia e Austria“. Gli aumenti delle bollette non li esclude neppure Tullio Maria Fanelli, componente dell` Autorità per l`energia elettrica e il gas. L`emergenza gas e il ricorso al costoso olio combustibile avrà una ripercussione sulle bollette, anche se è presto per fare una stima, ha anticipato Fanelli, alla conclusione della conferenza sull`energia della Margherita. Ma i costi economici rischiano di essere ancora più alti. Lo ha spiegato Francesco Ferrante, direttore generale Legambiente: “Il decreto centrali peserà due volte sulle bollette degli italiani. La prima perchè? il costo dell`olio combustibile è superiore rispetto a quello del gas. La seconda perchè la Ue prima o poi ci presenterà il conto del surplus di tonnellate di gas serra emesse in atmosfera, che quotidianamente vale 500mila euro. A Bruxelles circola già la voce di una prossima procedura di infrazione nei confronti dell`Italia per la scelta di far viaggiare le centrali a olio combustibile, aumentando la quantità di gas serra e venendo meno agli impegni del Protocollo di Kyoto“. La produzione di 4.000 megawatt giornalieri da olio combustibile provocherà, secondo Legambiente,- un aumento di almeno 20 tonnellate di anidride carbonica per un risparmio di gas dai 25 ai 35 milioni di metri cubi. Ovvie le conseguenze di tutto questo sui prezzi al consumo: tra aumenti reali e aumenti speculativi ci si può immaginare una salatissima stagione di fine inverno.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox