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6 Aprile 2019

Un percorso a ostacoli

voto dell’ assise per una mozione contro la vendita. attaccano anche le associazioni dei consumatori, chiedendo all’ ex provincia di siracusa chiarimenti sulla sua posizione (il mec) e a toninelli il ritiro della concessione quarantennale
Un battuta d’ arresto, per quanto minima, è giunta al percorso verso la privatizzazione dell’ aeroporto di Catania. Il Consiglio comunale ha approvato, con 22 voti favorevoli e solo 3 contrari, una mozione che impegna l’ ente a porsi contro la vendita delle quote della Società Aeroporto Catania. Il Comune è comproprietario della Sac, ma con un residuale 2,04%. Posizione diversa è invece quella del sindaco, Salvo Pogliese, che si trova, nella qualità anche di sindaco metropolitano, a gestire un altro 12,24% della Sac (quello della Città metropolitana, ex Provincia regionale), cumulando in totale quote per un complessivo 14,28%. Alla guida della protesta contro il «piano Agen-Torrisi» (presidente della mega Camera Catania, Ragusa, Siracusa il primo e ad di Sac il secondo), Salvo Di Salvo (ex assessore ai Lavori pubblici dell’ ultima giunta Bianco), Giovanni Petralia e Agatino Giusti, tutti oggi posizionati sulla sponda di centrodestra, ma è ovvio come il risultato anti privatizzazione sia anche e soprattutto il portato del lavoro svolto, specie all’ Ars, dal Movimento 5 Stelle, avverso all’ idea di vendere ai privati la Sac. Sui termini da utilizzare in tale vicenda sarebbe poi meglio fare chiarezza. La Sac spa, Società Aeroporto Catania, è già un soggetto di diritto privato, ma con azionisti pubblici. Quel che dovrebbe mutare, all’ eventuale conclusione del processo di privatizzazione, è la natura della proprietà, che, in caso di riuscita del progetto in corso, passerà in una certa proporzione (70%) da pubblica a privata (da enti camerali e locali a privati tout-court). Tornado a Palazzo degli Elefanti e al voto consiliare la mozione, che impegna il sindaco a esprimersi nel cda Sac per la non privatizzazione, cozzi frontalmente contro la posizione più volte espressa proprio da Salvo Pogliese, che, alla guida di un Comune in dissesto e con una continua asfissia dei conti, ovviamente gradirebbe capitalizzare in qualche modo le proprietà, ottenendo una liquidità di certo non risolutiva dei tanti problemi, ma pur sempre utile a tentare di uscire dalle secche. Dal canto suo, Salvo Di Salvo ha così spiegato la propria posizione: «La scelta di privatizzare uno dei patrimoni pubblici più produttivi del nostro territorio desta diverse perplessità e ci preoccupa tantissimo con quanta facilità i componenti del consiglio di amministrazione si sono espressi sulla privatizzazione del 70% delle quote pubbliche. Basti pensare al crollo del ponte Morandi e alle sue vittime per intuire che la privatizzazione rischi di essere un business per miliardarie società. Ci preoccupa che questo patrimonio, che oggi rappresenta una delle risorse economiche, turistiche e occupazionali più importanti del nostro territorio, possa con la privatizzazione mettere a rischio anche gli attuali livelli occupazionali, che sono la vera forza lavoro e che hanno permesso al nostro aeroporto di fare la scalata ai primi posti in classifica tra gli aeroporti d’ Italia». Intanto, i Comitati Vussia, attivissimi dalla scorsa estate appunto sul fronte aeroportuale, hanno incontrato il prefetto Carmela Floreno, commissario del Libero consorzio dei Comuni della provincia di Siracusa, che di Sac è proprietario per il 12,24%. «Ringraziamo la commissaria del Libero consorzio di Siracusa per averci ricevuto e per aver dato la sua disponibilità per chiarire alcuni punti oscuri sulla vicenda della privatizzazione dell’ aeroporto Fontanarossa», ha dichiarato Claudio Melchiorre, presidente del Movimento europeo consumatori, nonché dei Vussia, «abbiamo rappresentato la nostra volontà di tutelare il patrimonio pubblico. In questa logica, abbiamo anche proposto di richiedere la distribuzione dei dividendi (circa un milione di euro) susseguenti all’ attivo di bilancio della società Sac». Anche il Codacons è contro l’ ipotesi di privatizzare la Sac, tanto da avere chiesto direttamente a Toninelli «di effettuare le opportune verifiche in ordine alla bontà ed opportunità delle operazioni di privatizzazione che intendono mettersi in atto e, per l’ effetto, valutare la richiesta di ritirare la concessione alla Sac Spa, per poi procedere ad una nuova assegnazione attraverso l’ indizione di una gara a respiro internazionale». (riproduzione riservata)
antonio giordano

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