7 Marzo 2002

Un pellegrinaggio senza sosta

Lo slargo di fronte alla chiesa di Pompei dove si erge il bronzo di padre Pio meta di migliaia di fedeli durante l`intera giornata


Un pellegrinaggio senza sosta


Grande devozione ma anche curiosità: tutti nell`attesa di un nuovo ?segno?.

Il riserbo dei Cappuccini



In migliaia avvinti da fede e commozione, incredulità e curiosità. Un fervore mistico che si materializza sull`asfalto, nell`attesa di un nuovo ?messaggio? del beato di Pietrelcina, «che non può non arrivare», auspicano in tanti. Un pellegrinaggio che non conosce argini né sosta, che esalta la comunità di devoti e paralizza segmenti del vivere cittadino. Che accende e inquieta. Lo slargo che ospita la statua di Padre Pio, che nel tardo pomeriggio di martedì avrebbe lacrimato sangue, per tutta la giornata di ieri è stato preso d`assalto da frotte di fedeli. Suggestioni, silenzi, atti di profonda devozione mai contaminati da quelle teorie di auto che si sono formate lungo il tratto del viale Regina Margherita antistante la chiesa di Pompei, frattanto trasformatosi in altare di un nuovo santuario all`aperto. Voci e testimonianze si rincorrono in modo selvaggio: la prima a veder sgorgare le lacrime è stata una ragazza colpita da sclerosi multipla; no ? si sostiene un po` più in là ? è stato un padre il cui figlio di appena sette anni è gravemente malato; macché ? avanza un altro ? è accaduto mentre un giovane pregava per la guarigione di un cugino. E qualcuno azzarda anche un`altra ipotesi: il fenomeno s`è rivelato per la prima volta nella giornata di lunedì. In realtà è stato un religioso, padre Giovanni Turrisi, viceparroco di Pompei, a raccogliere con un fazzoletto l`umore vermiglio che sarebbe fuoriuscito dagli occhi del simulacro bronzeo, fatto installare il 29 aprile del 1984 da un gruppo di devoti di Padre Pio, al secolo Francesco Forgione. Ed è accaduto martedì alle 19.30 circa, afferma un giovane testimone, che racconta anche di una ragazza che al verificarsi dell`evento è svenuta per effetto dello choc. Non l`unica: altre due donne, una delle quali in stato di gravidanza, hanno perso i sensi rendendo necessario l`intervento di sanitari. Tutto è convulso, dunque, fuorché la forte esigenza di spiritualità che irrompe sulla Circonvallazione, ad ondate e senza soluzione di continuità. Il gruppo di devoti del Beato originario della provincia di Benevento destinato alla Santità (il 16 giugno la proclamazione in Vaticano), che ha da vent`anni il suo punto di riferimento nella parrocchia Santa Maria di Pompei, si trincera dietro il riserbo. Loro ? sembra di capire dalle scarne frasi pronunciate ? non hanno dubbi, ma i padri cappuccini e la Chiesa, in generale, esortano alla prudenza: «Episodio di poco rilievo», fa sapere l`arcivescovo Giovanni Marra, che delega i carabinieri del Raggruppamento investigazioni scientifiche ad effettuare, «in piena autonomia», le analisi sugli umori prelevati dalla statua. Ma anche nel caso in cui l`esito fosse positivo, la Curia ricorda che episodi analoghi si sono poi rivelati opera di qualcuno che tentava di approfittare della credulità della gente. Una tesi che fa sua il Codacons, che ha preannunciato un esposto contro ignoti per abuso della credulità popolare. Moniti di cui i fedeli non sembrano però curarsi troppo. Un pellegrinaggio continuo, ordinato, rispettoso al di là delle convinzioni di ciascuno, iniziato martedì sera e andato in crescendo (in circa diecimila si sono accalcati per tutta la giornata di ieri nei pressi del simulacro) che ha indotto le forze dell`ordine ad approntare in fretta e furia un piano per gestire il traffico automobilistico, in un`area di per sé critica, e la calca che andava formandosi a ridosso della statua, che già da ieri mattina non presentava più alcuna traccia del fenomeno. Intorno al monumento è stata creata un`area di rispetto circoscritta da una recinzione messa su alla meno peggio, ma che dovrà essere rivista nei connotati strutturali. All`interno dell`area agenti di polizia e vigili urbani con un compito ? dapprima assunto in proprio e poi avallato dai superiori ? privo d`alternative: evitare l`assalto dei fedeli al simulacro. E così, per tutta la giornata, con straordinari picchi di presenze nel tardo pomeriggio, migliaia di fazzoletti sono stati passati ai rappresentanti delle forze dell`ordine perché venissero strofinati sulla statua del Beato: surreali testimonianze di qualcosa che non poteva farsi materia. Nessuna traccia, invece, dei religiosi di Santa Maria di Pompei. Padre Giovanni Turrisi, benché contattato, s`è trincerato ? manifestando un evidente fastidio ? dietro un assoluto riserbo; addirittura irrintracciabile il parroco Francesco Gullo; solo un anziano cappuccino, padre Terenzio Manto, ha rilasciato qualche dichiarazione. Più che altro un ricordo dei tre incontri avuti con Padre Pio, allorquando il frate viveva a San Giovanni Rotondo. In convento, ieri prima delle 11, hanno fatto capolino due carabinieri: forse un colloquio con i religiosi, l`esigenza di verificare ancora una volta quanto accaduto. Di certo non hanno portato via il fazzoletto utilizzato da padre Turrisi per raccogliere quello che si presume possa essere sangue. In strada la calca di fedeli, tra commenti e preghiere con i rosari stretti tra le mani: giovani e anziani, l`intero popolo di Padre Pio. E fiori, tanti fiori, man mano adagiati ai piedi del Beato fino ad impossessarsi di vasta parte dello slargo su cui s`erge la statua. Poi la notte e l`attesa di un nuovo ?messaggio?che si fa veglia.

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