Un «patto di ferro» contro i rincari
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fonte:
- Il Resto del Carlino
contro i rincari
ROMA ? Un patto, già contestato, tra commercianti e clienti. Prezzi bloccati, controlli con tanto di bollino per i «buoni». Questo, in estrema sintesi, il patto stretto tra Confesercenti e Intesa dei Consumatori. I commercianti aderenti all`iniziativa affiggeranno alle loro vetrine un `logo` riconoscibile, una sorta di `bollino`che rassicurerà gli acquirenti su almeno 40 prodotti con i prezzi bloccati da luglio fino a fine anno, e forse fino a marzo 2003. Il listino, con impressi i prezzi `freddi` per ora fino a dicembre, sarà affisso in vetrina o in altro luogo molto visibile dai commercianti che aderiscono al `patto`, in tutte le città, da Palermo a Torino. Gli associati della Confesercenti sono circa 220.000.
I consumatori. Quello siglato tra Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori da una parte, e Confesercenti dall`altra, «è il primo accordo in Italia tra utenti e commercianti finalizzato a raffreddare i prezzi, a restituire fiducia ai consumatori e quindi a rilanciare i consumi», spiega Carlo Pileri, presidente dell`Adoc. Il paniere sarà composto da una quarantina di prodotti di largo consumo, di quelli che `pesano` nella borsa della spesa, precisa Rosario Trefiletti (Federconsumatori).
Gruppo di lavoro. Una commissione deve decidere entro pochi giorni i prodotti da `congelare`, 15 per il settore alimentare, circa 10 per la settore casa, altrettanti per l`abbigliamento. Le organizzazioni degli utenti sono in grado di attuare controlli a campione sui punti vendita e ai `furbi` scoperti ad alzare i prezzi verrà tolta la possibilità di fregiarsi del logo.
Collaborazione. Le organizzazioni degli utenti contano sulla complicità degli acquirenti nello scoprire i commercianti scorretti, ma sono convinte che i furbi non saranno molti: questo patto, dicono, conviene soprattutto ai commercianti, vista la caduta verticale dei consumi. Una campagna di informazione metterà al corrente famiglie e acquirenti dell`iniziativa.
Gli obiettivi. L`obiettivo è quello di coinvolgere anche gli operatori della produzione, oltre a chiedere tariffe bloccate dal 1°giugno 2002 anche agli ordini professionali, quali medici, notai, architetti, avvocati, ingegneri ecc., in quanto «ognuno deve fare la propria parte», dice Carlo Rienzi del Codacons.
Il dissenso. Un`intesa bocciata dalla Confcommercio, l`altra grande associazione degli esercenti. «Una iniziativa demagogica che non porta da nessuna parte», ha detto il presidente Sergio Billè. Che ha aggiunto: «Il calmiere è uno strumento da soviet non più proponibile». Billè sottolinea che i commercianti non sono responsabili dell`aumento del costo della vita: «Qualcuno può avere fatto il furbo, anche se nella stragrande maggioranza gli esercenti non attuano comportamenti tali da deprimere ulteriormente i consumi».
Il governo. Il ministero delle Politiche agricole, intanto, ha convocato per il 3 settembre una riunione del comitato di filiera ortofrutticola. All`incontro prenderanno parte tutti i soggetti coinvolti, per analizzare e affrontare le problematiche del settore e in particolare le questioni relative all`andamento dei prezzi. Immediato il sì della Coldiretti.
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