27 Gennaio 2014

UN PAESE A DUE VELOCITÀ

UN PAESE A DUE VELOCITÀ

NON C’ È MAI nulla, o quasi, al posto giusto in questa Italia distratta e superficiale che promuove brillantemente il proprio marchio all’ estero e rimane incartata in situazioni assurde dentro le mura di casa. Il Paese reale, quello vero che cammina ogni giorno sulla strada e in mezzo alla gente, è spesso lontano da quello della politica e delle istituzioni che annuncia, promette, usa mirabolanti e scenografiche parole come «spending review» (banalmente taglio delle spese) ma poi finisce in situazioni come quelle che leggete qui a fianco. I vigili del fuoco, gente che per definizione sta in prima linea nei soccorsi, per farsi pagare gli straordinari ogni volta che c’ è un terremoto o una alluvione devono andare dal giudice o dal Codacons, mentre la Protezione civile finisce i soldi delle emergenze a gennaio come una famiglia di marito, moglie e due figli. Questa Italia che si guarda allo specchio vede poi i ministeri che spendono milioni in affitto di immobili, largheggiando in uffici e personale di segreteria, ma lasciano vuoti preziosi palazzi di proprietà. Lo scandalo diffuso dei rimborsi ai consiglieri regionali sta venendo a galla come la carcassa della Costa Concordia. È UN PAESE a due velocità, un Paese che non sa o non vuole darsi delle priorità con idee chiare. Non servono ragionamenti raffinati per scegliere di non danneggiare le forze dell’ ordine e chi, come la Protezione civile o i pompieri, interviene quando gli altri scappano. Questa anomala e scellerata situazione si trascina nel tempo mentre i governi si alternano. Qualche legislatura ha dedicato più attenzione a questo tema, qualche altra meno ma da tempo non si vede una vera inversione di tendenza. Di sicuro se tagliassimo il numero di parlamentari, consiglieri regionali, consiglieri provinciali e forse anche qualche addetto alle prefetture restituendo uomini e fondi alle forze dell’ ordine non avremmo proteste di piazza o comitati che insorgono. Avviso ai naviganti della politica: oltre ai progetti di legge elettorale e di riforme costituzionali prendano in considerazione le situazioni di cui sopra. Se lo faranno davvero un grazie collettivo, senza bandiere di partito, li sommergerà.
 

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