25 Maggio 2003

Un pacchetto per rilanciare i consumi

Un pacchetto per rilanciare i consumi
Ma le misure non soddisfano sindacati e categorie: più interventi strutturali

ROMA Non piace ai consumatori e nemmeno alla Cgil il pacchetto allo studio del governo per rilanciare i consumi. Più cauti gli altri sindacati e i commercianti, che chiedono comunque interventi più efficaci e strutturali.
LE CRITICHE – Il piano del governo? «Solo palliativi» per l`Intesa dei consumatori. «L`ennesimo spot pubblicitario di Berlusconi», dice la Cgil.
Quello che serve – affermano in una nota Federconsumatori, Adoc, Adusbef e Codacons – è eliminare i ticket sui medicinali, e introdurre un bonus fiscale di 1.500 euro da spendere subito per chi ha redditi inferiori a 15 mila euro. Bisogna, poi, difendere i risparmi «sanzionando le banche che hanno appioppato titoli spazzatura ai risparmiatori», ridurre immediatamente «i prezzi e le tariffe fuori controllo come l`Rc auto», ridurre dal 20 al 10% l`iva sul gas, portare i mutui agevolati sotto il tasso di usura (circa l`8%), recuperare il potere d`acquisto delle famiglie attraverso l`adeguamento di salari, stipendi e pensioni.
Per la Cgil il premier Berlusconi «pensa di poter risolvere mediaticamente i problemi del Paese». Diverso il tono degli altri sindacati. «Bene stimolare i consumi attraverso misure straordinarie, ma non basta», afferma il segretario confederale della Cisl Raffaele Bonanni, per il quale «se non si affrontano con altrettanta straordinarietà i problemi legati alla ricerca e al recupero di competitività, e se non si chiudono i contratti aperti il rischio è quello di ottenere solamente risultati effimeri». E per il numero due della Uil, Adriano Musi, «l`intervento del governo per rilanciare i consumi è utile solo se stimola una ripresa vera e strutturale della domanda, altrimenti il rischio è solo quello di uno spreco di risorse».
I COMMERCIANTI – Anche le principali associazioni dei negozianti chiedono interventi più decisi. «Serve un vero e proprio effetto shock», afferma il presidente di Confcommercio Sergio Billè, per il quale, «vista la frenata dell`export e la situazione economica internazionale, l`unica valvola che può far ripartire l`economia è un rilancio della domanda interna». Billè, quindi, chiede interventi che ridiano soprattutto fiducia alle famiglie e che siano generalizzati, «puntando al cuore di tutto il “sistema consumi“»: dunque no a rottamazioni di settore e temporanee che «in prospettiva possono avere anche effetti controproducenti». D`accordo il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, per il quale «non basta la rottamazione per incentivare l`acquisto di mobili o elettrodomestici», ma per rilanciare realmente i consumi «servono interventi forti», come «la riduzione dell`Iva, soprattutto nel settore del turismo, e un rilancio del settore dell`abbigliamento, visto l`andamento negativo anche degli ultimi saldi».
IL PACCHETTO – Il governo, comunque, va avanti. Due i principali campi di intervento che sarebbero allo studio: una serie di incentivi per alimentare il turismo (come ha suggerito lo stesso premier Berlusconi), soprattutto dall`estero (musei gratis in alcune giornate, sconti per i servizi pubblici locali, riduzioni per treni e aerei), la possibilità di ridurre l`Iva in vari settori in crisi, e misure che rilancino i consumi delle famiglie, soprattutto quello delle giovani coppie (rottamazione mobili ed elettrodomestici, agevolazioni per il credito al consumo). Nulla è ancora deciso. Di certo è che l`esecutivo vuole fare in fretta, prima dell`estate. Intanto via libera in vista per gli eco-incentivi all`acquisto di ciclomotori fino a 50cc a basso impatto ambientale. Dovrebbe essere votato entrogiugno un apposito provvedimento: per ogni motorino in regola con le normative europee sull`inquinamento Euro 2 è previsto un incentivo di 100 euro, mentre per quei motorini che consumano più di 2,3 litri di carburante ogni 100 Km il contributo sale a 250 euro

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