11 Settembre 2018

“Un negozio su quattro aperto la domenica”

ROMA La proposta del vicepremier Luigi Di Maio, che annuncia entro l’ anno la legge che impone lo stop la domenica e nei giorni festivi delle aperture agli esercizi e ai centri commerciali infiamma gli animi. Dai sinda cati, da sempre avversari del Far west della deregulation, arriva consenso verso l’ iniziativa del ministroo. Preoccupazione, invece, dalla grande distribuzione organizzata. Per Federdistribuzione con i negozi chiusi la domenica “si perdono 40 mila posti di lavoro. E l’ online crescerà ancora”. Eurospin, invece, ha acquistato una pagina sui quotidiani per manifestarsi a favore della proposta di Di Maio perché la domenica ä “un giorno importante, tradizionalmente dedicato agli affetti, alla cura di sä e al riposo”. Il Codacons, sul fronte delle associazioni dei consumatori, ha usato toni allarmanti sullo stop: “Determi nerà la morte di migliaia di piccoli esercizi, con effetti negativi sul Pil e sull’ occupazione e un sensibile spostamento degli acquisti verso l’ e -commerce” Toni dialoganti invece da Confcommercio, per cui l’ obiettivo ä “una regolamentazione minima e sobria” delle chiusure festive. Di Maio, nel frattempo, non medita alcun tipo di ripensamento e addirittura rilancia su un tema che sta “distruggendo le famiglie italiane”. Nonostante le critiche arrivate puntuali da Pd e Forza Italia, il vicepremier e ministro del Lavoro tira dritto: “Questa proposta ä chiesta dai commercianti, da Confcommercio e dai padri e dalle madri di chi lavora in un negozio. Nessuno dice che nel weekend non si pub andare a fare la spesa, inseriamo una turnazione. Resta aperto il 25% e l’ altra parte chiude a turno”. Alla commissione Attività produttive della Camera sono approdati quattro testi per riformare il tema – due sono quelli del go verno – e sul tema Di Maio stuzzica il Partito democratico: “Se il tempo che Renzi usa per realizzare programmi tv per Berlusconi, lo dedicasse a fare il parlamentare (mestiere per cui ä lautamente pagato), saprebbe che proprio il suo partito ha proposto una legge che prevede l’ obbligo di chiusura domenicale e che sarà discussa assieme alle altre in commissione”. Dal canto suo l’ ex segretario prima parla di obbligo “assurdo” e poi controbatte senza peli sulla lingua al superministro penta stellato: “Presenze in aula, senza missioni e assenze, da parlamentari di opposizione: Di Maio 30% delle votazioni, Renzi 80% delle votazioni. Luigi Di Maio non ä solo bugiardo”. Ma la levata di scudi contro lo stop al lavoro domenicale spunta anche dai forzisti con Giovanni Toti. «Ma siamo sicuri che sia una buona idea chiudere i negozi la domenica? Io penso proprio di no”.

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