Un Natale all’ insegna della sobrietà
-
fonte:
- il Riformista
Ed ecco che la crisi pesa anche sulle spese natalizie, al di sopra delle stesse
previsioni di calo. Secondo l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori,
che ha elaborato i dati sui consumi relativi alle festività natalizie,
pervenuti dai centri di elaborazione dislocati nel Nord, Centro e Mezzogiorno,
in pressoché tutti i settori si è verificata una forte contrazione rispetto
ai consumi natalizi dello scorso anno. La spesa totale si è attestata a 4 miliardi
di euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati dall’organizzazione. La spesa
media a famiglia è stata di 166 euro.
Nel dettaglio, la riduzione dei consumi nel settore abbigliamento e calzature
è stata del 18 per cento; in quello dei mobili, arredamento ed elettrodomestici
del 24; nel turismo dell’8; nella profumeria e cura della persona del
7; nei giocattoli del 3; nell’alimentazione dell’1,5. Stabili invece i consumi nell’editoria,
sia nell’acquisto di libri che di cd, anche grazie alle forti promozioni
in questo campo. Unico settore in controtendenza, in crescita dell’1, è
quello dell’elettronica di consumo, trainata in alcune regioni dal passaggio
al digitale terrestre e e dalla vendita di smartphone). Per Rosario Trefiletti ed
Elio Lannutti, rispettivamente presidenti di Federconsumatori e Adusbef, «è
chiaro, quindi, che da tutto ciò deriva l’urgente necessità di affiancare alle misure
di riequilibrio dei conti, che solo per la manovra Monti costeranno alle famiglie
1.129 euro, interventi determinati per avviare una nuova fase di sviluppo,
attraverso il rilancio degli investimenti nei settori produttivi».
L’unico settore che sembra andare in controttendenza è quello dell’elettronica.
Secondo Paolo Galimberti, presidente di Euronics Italia e capo
dei giovani imprenditori della Confcommercio, a dicembre le vendite
nel settore degli elettrodomestici da consumo ha segnato un calo tra il 7
e il 9 a fronte però della forte crescita nella vendita di smartphone e tablet.
Dice Garimberti: «Il settore degli elettrodomestici da consumo, a dicembre
– riferisce l’imprenditore – ha segnato un calo tra il 7 e il 9 per cento.
All’interno dei vari comparti – ha spiegato – smartphone e tablet hanno
registrato una forte crescita mentre l’information technology, come com-
puter e stampanti, ha tenuto. In forte calo gli elettrodomestici da consumo
come le televisioni e gli elettrodomestici “bianchi” (come frigoriferi e
lavatrici) e non è andata bene neanchè per i piccoli elettrodomestici». È da
notare, conclude, che «il Mezzogiorno d’Italia è andato un pochino meglio
rispetto al nord che registra un dato sensibilmente peggiore».
Duro il Codacons, secondo cui si è registrato un drastico calo dei consumi
al punto da fare di questo «il peggior Natale da dieci anni». Previsioni
buie anche per gli imminenti saldi di gennaio. Secondo i conti dell’associazione
dei consumatori, ogni italiano ha speso in media a Natale 48 euro
in meno rispetto agli anni precedenti. «La contrazione – sottolinea l’associazione
a tutela dei consumatori- ha riguardato sia il settore regali che quello
degli addobbi per la casa, mentre hanno retto i consumi alimentari. Spese
in calo anche per i viaggi, mentre il settore che più di tutti ha risentito della
crisi è quello dell’abbigliamento e delle calzature, dove il calo delle vendite
ha raggiunto quota meno 30 per cento». E per i saldi invernali in partenza
a gennaio le previsioni del Codacons sono allarmanti. «Saranno un flop
– spiega il presidente Carlo Rienzi – le famiglie non hanno più possibilità di
spendere per beni non essenziali, nemmeno in regime di sconti stagionali.
Prevediamo una riduzione record degli acquisti durante i saldi, con picchi
del 30-40 per cento rispetto allo scorso anno».
Insomma, è stato un Natale in tono minore quello appena trascorso,
non solo per le spese contenute delle famiglie, ma per l’ombra di una crisi
non ancora finita la cui incertezza preoccupa tutti. Pesa sui lavoratori che
stanno perdendo il posto di lavoro e che hanno continuato la loro protesta
anche durante le feste. Si sente anche nelle parole del presidente della
Cei, cardinal Angelo Bagnasco, che ha puntato l’indice sulla necessità
di rivedere gli stili di vita e soprattutto il modo di fare finanza. I politici,
quelli che durante le festività hanno scelto di mostrarsi, sono stati molto
presenti ai pranzi per i poveri evitando comportamenti da casta. Austerity,
neanche a dirlo, per il premier Mario Monti che è rimasto in casa, nella sua
Milano, con la spesa della vigilia fatta al mercato dalla moglie Elsa.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
