23 Dicembre 2002

Un Natale al caldo. Dei prezzi

Un Natale al caldo. Dei prezzi

Tra aumenti e arrotondamenti ogni famiglia spende 1.500 euro in più. In banca nuovi ritocchi del 14%

Patrizia Marchino abita a Roma e fa la casalinga. Un anno fa doveva andare a un matrimonio, le servivano un paio di sandali. «Li ho comprati in un negozio vicino a Largo Argentina – racconta -. Neri, con due fasce, 49.900 lire». Quest`anno è passata di nuovo davanti a quel negozio, ha visto lo stesso paio di sandali: 49 euro. Sono passati 356 giorni da quel mercoledì 2 gennaio, quando i Bancomat presi d`assalto cominciarono a distribuire euro anziché lire. Sui giornali, si rincorrevano le dichiarazioni: «Di fatto, i prezzi diminuiranno» (Riccardo Garosci, membro italiano del Groupeuro della Commissione Ue e direttore generale di Faid-Federdistribuzione, Corriere Economia , 3 dicembre 2001). «Niente aumenti per l`euro» (impegno dei rappresentanti del commercio, per il periodo del change over , davanti al ministro Antonio Marzano, Corriere della Sera , 8 dicembre 2001). Mentre Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, scriveva agli italiani: «Ecco l`euroconvertitore, usatelo, è facile». A un anno di distanza, di facile abbiamo visto soltanto una cosa: la velocità con la quale i quattrini escono dal borsellino. Anche di Babbo Natale. L?Intesa dei consumatori (Codacons, Adusbef, Federconsumatori, Adoc) ha denunciato come «fra aumenti, rincari e arrotondamenti i consumatori siano più poveri di 1.500 euro rispetto a un anno fa». E un`indagine condotta il 12 e il 13 dicembre a Roma, Milano e Napoli per Corriere Economia rivela sorprendenti impennate nei prezzi dei giocattoli: in media, il 15,4% in più, cinque volte l`inflazione che secondo l`Istat viaggia intorno al 2,8%. Nel dicembre dell`anno scorso, per esempio, una Barbie costava 32 mila lire, quest`anno costa 19 euro (36.790); la casa di Barbie 93 mila lire, oggi 53,50 (103.590); e un peluche Trudy è passato da 39 mila lire a 23,19 (44.900).
«Aumenti che non avrebbero dovuto esserci – denuncia Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori -. Approfittarsi dei giocattoli rende il Natale gelido». Non solo per i bambini, visto che la stessa ricerca rivela aumenti sostenuti anche per gli articoli da regalo degli adulti: per dire, uno Swatch è salito da 65 mila lire a 37,50 euro (72.610 lire, »11,5%), gli occhiali da sole Gucci da 216 mila a 123 euro (»10%), il rasoio Silk-épil per donna da 131 mila a 79 euro (»16%). Aumenti per nulla mitigati dalle vendite sottocosto di prodotti alimentari proposte in questi ultimi giorni, nei supermercati («Paura che nessuno li acquisti», dice Trefiletti): Esselunga, ad esempio, mette il panettone Motta a 1,40 euro, 2.711 vecchie lire, persino meno di un anno fa (1,81 euro). Ma fino a due settimane fa, lo stesso panettone costava 5 euro. «Spesso l`euro è stato cambiato a mille lire», rileva Trefiletti. Che accusa di corresponsabilità il governo: «Non ha controllato che venisse rispettato l`impegno scritto dai commercianti a tenere i prezzi bassi e, di suo, ha permesso aumenti incredibili, come il 13% delle tariffe Rc Auto e il 10% delle visure».
Insomma, per i consumatori quello dell`euro è un bilancio in perdita. I prezzi, dice Federconsumatori, sono cresciuti al dettaglio più che alla produzione. E Trefiletti mostra, in proiezione, «un allarmante calo dei consumi, a fine 2002, del 3% negli alimentari e del 4% nei non alimentari».
E in banca? I Comitati euro non ci sono più: «Segno che il problema euro è rientrato. Abbiamo gestito bene il passaggio», dice Mario Zitelli dell`Abi. E i dati dell?Associazione delle banche mostrano come sia diminuito, rispetto all`inizio dell`anno, il numero dei prelievi al Bancomat (»8% ottobre 2002 su ottobre 2001, contro »62% gennaio 2002 su gennaio 2001). E` altrettanto vero, però, che la diminuzione del prelievo medio (137 euro a fine 2002, contro i 145 di fine 2001), può essere letta come una conferma del tentativo di spendere meno. E secondo l`Adusbef, il costo annuo di un conto corrente ordinario, con 138 operazioni, è ormai arrivato «a 401 euro, 52 in più rispetto all`anno scorso», denuncia il presidente, Elio Lannutti. Qualche euro-scettico spunta anche tra le aziende. «E` stato eliminato il rischio di cambio – conclude Renaud Simon, direttore generale di Fortis Bank Italia, la banca per le piccole imprese -, ma i tempi e i costi per il trasferimento del denaro restano alti: anche 15-20 euro per un bonifico». Cambierà nel 2003?

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