27 Ottobre 2018

Un muro parallelo alla ferrovia Così Vergani vuole isolare la Snia

Un muro che separi la stazione ferroviaria dall’ ex Snia. Tanto alto che nessuno riesca a scavalcarlo. Il sindaco, Filippo Vergani, ha chiesto a Trenord di costruire una parete che scorra lungo i binari. Capace di bloccare uno dei punti di accesso e di proteggere studenti e lavoratori dalle incursioni dei delinquenti che si nascondono nell’ ex Snia. Il muro «anti criminalità» – richiesto a Trenord proprietaria dell’ area – è l’ ultima idea di Vergani, per affrontare l’ emergenza sicurezza che esiste nel centro di Varedo. Il sopralluogo del prefetto Lunedì 22 ottobre il prefetto di Monza, Giovanna Vilasi, ha effettuato un sopralluogo altamente simbolico: da problema di Varedo, il comparto chimico abbandonato da trent’ anni è diventato un problema di dimensioni lombarde. Criminalità, sicurezza, igiene e salute pubblica sono così gravi da richiedere una soluzione sovra-comunale. Un successo personale del sindaco, Filippo Vergani, del suo vice, Fabrizio Figini, e dell’ assessore ai Servizi alla Persona, Matteo Figini. Regione Lombardia Lunedì pomeriggio, di fronte ai cancelli dell’ ex capitale della chimica, si è presentata una delegazione di circa trenta autorità. Scortati dalle forze dell’ ordine, c’ erano l’ assessore regionale Pietro Foroni, i consiglieri regionali Riccardo Pase, Andrea Monti e Alessandro Corbetta, Arpa, Vigili del fuoco, Protezione civile, proprietari e curatori dell’ area, Ats, Ferrovie Nord, Finanza, Carabinieri, Polizia di Stato e locale: «C’ è molto da fare» ha commentato in modo laconico il Prefetto. «Grazie – commenta Vergani – per essere venuta a toccare con mano la situazione». «Siamo disponibili – prosegue Fabrizio Figini -a parlare con i curatori dell’ area per il suo rilancio». Il centrosinistra Stefano Zini, capogruppo e segretario locale Pd, ha ribadito la necessità di «porre fine all’ emergenza sociale nell’ ex Snia, dove nell’ ultimo anno sono morte due persone». Gigi Ponti, consigliere regionale, è stato il primo firmatario di una mozione per chiedere di «trasformare l’ ex Snia in un polo produttivo e di ricerca». Esposto del Codacons Il Codacons vuole presentare «un esposto alla Corte dei Conti per il conto di 700mila euro per lo smaltimento della discarica abusiva di 5000 tonnellate di rifiuti scoperta l’ estate scorsa». E’ stato il Prefetto però a chiarire tutto, annunciando una diffida al proprietario della porzione di area in cui sono stati scaricati, e che dovrà ottemperare alla loro rimozione.
marco mologni

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