Un morto e 473 feriti
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fonte:
- Il Messaggero
NAPOLI – Un morto e 473 feriti. Raccontano i numeri del Viminale l`ultima carneficina che si è consumata, tra colpi di pistola e fuochi d`artificio, la notte di San Silvestro. Notte di barbarie che ha attraversato l`Italia, dal sud al nord. Ma, purtroppo, è stato in Campania più che altrove che si è raggiunto il massimo livello dell`inciviltà: oltre 120 feriti in un solo giorno, un vero bollettino di guerra. Aveva trent`anni, una splendida moglie e una bambina di appena un anno, Giuseppe Veropalumbo. Faceva il carrozziere e sognava un 2008 carico di sorprese e di serenità. Aspettava quella mezzanotte che lo avrebbe trasportato nel futuro, insieme con tutta la famiglia, una ventina di persone tra adulti e bambini, nella sua casa del corso Vittorio Emanuele a Torre Annunziata, nono piano. Giuseppe Veropalumbo era seduto intorno a un tavolo sistemato vicino alla finestra, nella stanza della bambina. Giocava a carte insieme con i cognati e lo zio, poco più in là ballava e rideva un groviglio di bimbi. E in quella dolce attesa dell`ora del passaggio dal vecchio al nuovo anno, alle 11 e trenta, un proiettile vagante ha frantumato i vetri della finestra e la sua vita. Lo ha colpito agli organi vitali. È morto sul colpo Giuseppe Veropalumbo mentre i cecchini del Capodanno continuavano a sparare colpi di pistola in aria. Colpi di arma da fuoco come botti, l`ultima folle moda della festa di fine anno. Solo nel Casertano, ben cinque le persone ferite da arma da fuoco. Ha dieci anni Karim, natali italiani e genitori tunisini. Stava giocando nel cortile di casa, a Trentola Ducenta, paesino del Casertano, con un piccolo fuoco d`artificio. Mancava un quarto d`ora al 2008, e lui, il più piccolo di tre figli, era guardato a vista da mamma e papà affacciati insieme al balcone del secondo piano. All`improvviso, un colpo d`arma da fuoco lo ha colpito al cervello. Sta ancora lottando contro la morte nell`ospedale Santobono di Napoli il piccolo Karim, già due operazioni in poche ore e diagnosi dei medici che lasciano poche speranze. E a Pompei un trentenne rischia di perdere la vista a causa dello scoppio di un botto. Quaranta feriti in Veneto, venti nelle Marche, trentasei solo a Roma dove in un edificio del quartiere Nomentano si è sviluppato perfino un incendio a causa dei fuochi d`artificio. Come è del resto accaduto anche a Taranto in un palazzo di via Atenisio dove parte di un appartamento è andata in fiamme per colpa di un botto di fine anno. E a Napoli, invece, petardi e botti hanno mandato al rogo i rifiuti. Ben 987 gli interventi dei vigili del fuoco in tutt`Italia per spegnere le fiamme dell`inferno Capodanno. In dieci anni, la guerra di Capodanno ha provocato 13 morti e oltre 10mila feriti. Eppure, perlomeno stando ai feriti, la polizia dice che si è passati da 497 feriti lievi e 29 gravi dello scorso anno ai 449 e 24 di quest`anno. Quattordici feriti a Perugia, più di trenta in provincia di Bari, venti in Calabria, altri sedici in Sicilia. Dietro ogni numero, una tragedia. Bambini, ragazzi, genitori finiti in ospedale. E si levano, come sempre a ogni inizio anno, le grida d`orrore contro la rituale barbarie di San Silvestro. Lancia, per tutti, un appello il Codacons: “Sarebbe ora di vietare i botti in tutt`Italia prevedendo sanzioni e multe salate per i trasgressori“. E, chissà, forse riuscire almeno a limitare una carneficina più che mai annunciata.
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