18 Agosto 2017

Un “miracolo” tira l’ altro e il pellegrinaggio diventa un business

Italia è ancora una terra di santuari, di conseguenza di pellegrinaggi e feste patronali. Da quella catanese di Sant’ Agata agli inizi di febbraio, alla veronese festa di Santa Lucia di metà dicembre, tutta la Penisola continua a celebrare i riti plurisecolari della fede identitaria. E le statistiche più recenti testimoniano che, in occasione delle feste patronali e delle vacanze estive, 10-12 milioni di italiani si recano in pellegrinaggio. Un vero tour de force per quei luoghi ancora sufficientemente assistiti da comunità religiose dove anche il pellegrino più frettoloso ne approfitta per “sbrigare” la confessione annuale e il precetto “pasquale”. La decadenza però avanza lì dove monaci e frati non ci sono più e i santuari sono stati affidati ad un solo anziano prete. Quasi il 40 per cento dei nostri “parroci” (per il concordato, non potrebbero) sono oramai preti extracomunitari, culturalmente avulsi dalle nostre tradizioni devozionali, ai quali nessun vescovo ha ben spiegato radici e importanza culturale dei riti delle nostre feste da loro mal sopportate e infatti ridimensionate o addirittura cancellate. Così le sagre estive spesso sono organizzate da gruppi di volenterosi, talvolta in assenza di ogni partecipazione ecclesiale, con il prete “tollerato” per la messa e la processione e con le conseguenze che, soprattutto al Centro e Sud Italia, le procure della Repubblica fanno puntualmente notare. Negli ultimi decenni, in questo vuoto di presenza tra la fitta rete della devozione popolare si è infiltrata una novità: pellegrinaggi in luoghi di presunte apparizioni o fenomeni mistici. Alla fine degli anni Novanta, un rapporto del ministero degli Interni stimava a 76 le località italiane animate e frequentate perché sedi di “gruppi di devoti” da personaggi o da presunti facitori di miracoli. Alla fine del 2015 la cifra era lievitata a circa 500: la metà esatta dei mille santuari ufficiali presenti oggi in Italia. Con un fatturato del sacro parallelo che il Codacons ha stimato (per difetto) intorno agli 8 miliardi di euro. Conti alla mano se si stabilisce a cento euro il costo di un posto-pullman (in media, 56 posti) verso una determinata località, il guadagno netto per chi organizza è del 50 per cento. Stime attendibili sostengono che siano 13 milioni i nostri connazionali che, almeno una volta, sperimentano questo tipo di pellegrinaggio ai limiti del magico. Forse è anche questa la ragione per cui papa Francesco ha delegato alla Segreteria per la nuova evangelizzazione il rilancio e il coordinamento pastorale dei santuari cattolici. Forse, solo dopo che i buoi sono già scappati dalla stalla. L’ filippo di giacomo cronache celesti.

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