Un medico chiamato desiderio, almeno se si cerca di contattarlo telefonicamente
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fonte:
- Il Messaggero
Un medico chiamato desiderio, almeno se si cerca di contattarlo telefonicamente. E’ il risultato della nuova inchiesta del Codacons che, due giorni dopo aver denunciato l’ondata di ferie dei medici della Capitale, ha svolto una ricerca telefonica giovedì scorso in 4 città, Roma, Milano, Firenze, Napoli, «in un periodo di grande caldo – sottolineano dall’Associazione dei Consumatori – in cui le alte temperature richiederebbero che i medici di famiglia, quantomeno, rispondessero alle chiamate dei pazienti». Dai tentativi telefonici effettuati in orario lavorativo, a Roma, il Codacons segnala una risposta solo nel 50% dei casi, mentre nell’altra metà delle prove il telefono risultava staccato. «Molti gli interrogativi che sorgono spontanei – commentano dall’Associazione. – Se il medico, in orario di ufficio, è costretto ad assentarsi per visitare un paziente, perché non c’è una segreteria funzionante che nel frattempo raccoglie le richieste di visite dei pazienti? Ancora più pressante l’interrogativo sui telefoni staccati che, a Roma, raggiungono addirittura il 50% del campione. Se il medico ha staccato il telefono è perché sta visitando in studio? Ma se è in studio vuol dire che è orario di ricevimento: se il dottore non risponde al telefono nemmeno quando è ora di ricevimento, quando mai ascolterà le richieste dei pazienti?». La norma impone al medico di famiglia di indicare un sostituto, con i relativi riferimenti, per il periodo in cui va in ferie. E in effetti, all’ingresso di molti studi è affisso il cartello. Il Codacons «proseguirà l’inchiesta nei prossimi giorni. Alla fine dei controlli saranno presentati degli esposti alle Procure della Repubblica competenti, per accertare se sussista il reato di interruzione di pubblico servizio a carico di alcuni dei medici sottoposti a verifica». Se la Capitale è la città dove è risultata più elevata la percentuale di telefoni staccati, non va meglio a Milano o Firenze dove a rispondere, «non è mai stato un medico, ma la segreteria telefonica». In media, nelle 4 città, il 15% ha risposto al telefono; nel 25 % dei casi c’era la segreteria telefonica, nel 32.5% delle volte il telefono squillava a vuoto, nel 27.5% risultava staccato. Da Cittadananzattiva – Tribunale per i diritti del Malato, il problema viene ridimensionato: sulla base dell’ultimo rapporto Pit salute dell’organizzazione, risulta «complessivamente positivo il giudizio sulla disponibilità del medico di famiglia, ottima nel 40% dei casi e buona nel 41%. La reperibilità è definita buona nel 36% dei casi, sufficiente in oltre il 40%, insufficiente nel 4% delle circostanze».
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