Un mare di scuole non a norma
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fonte:
- Il Messaggero
PESARO – Crepe, profonde, nell’ edilizia scolastica della nostra provincia. Sono infatti ben 122 gli edifici non a norma e che presentano vari gradi di criticità. La fonte di questo allarmante numero non potrebbe essere più autorevole, visto che a stilare e firmare l’ elenco sono stati i ministri per l’ Istruzione Mariastella Gelmini e all’ Economia Giulio Tremonti. In una circolare datata 23 settembre 2009, infatti, elencano gli istituti in cui, potenzialmente, si può agire in deroga nel rapporto studenti/docenti che la Riforma ha alzato per ottimizzare le risorse. Possibilità concessa proprio per le carenze strutturali, in certi casi vere e proprie emergenze, che renderebbero difficile o pericoloso creare classi molto numerose. La "Lista nera" è stata resa pubblico dal blog del presidente nazionale del Codacons Carlo Rienzi. Il rapporto è desolante: dei 383 casi segnalati nelle Marche, 122 sono della nostra provincia e ben 4 fanno parte della top ten della pericolosità. L’ elenco, infatti, è ordinato " con priorità decrescente – recita il documento ministeriale – per quegli edifici scolastici caratterizzati da situazioni di particolare criticità, a fronte degli elementi di degrado e dei parametri indicati nell’ intesa istituzionale del 28/2/09 – afferenti, segnatamente, a vetustà, tipologia strutturale, stato di manutenzione, completezza delle certificazioni rilevanti, presenza di elementi potenzialmente pericolosi ed insistenti in zona sismica ". In questa ottica non è una sorpresa che il poco invidiabile primato, anche regionale, spetti all’ Isia di Urbino: le difficoltà strutturali sono note da tempo ed è in corso un progetto plurimilionario per la manutenzione straordinaria e il restauro del monastero di Santa Chiara, sede storica della scuola. Certo non tutte le situazioni elencate dal documento fanno riferimento a pericoli, tantomeno imminenti, anzi spesso si tratta di "tare" storiche, come appunto il caso dell’ Isia, con scuole ospitate in edifici, magari costruiti parecchio tempo fa, che erano nati per altri scopi e che comunque non sono conformi ai parametri attuali di sicurezza. Ma il dato è comunque impressionante e mostra una certa sperequazione: ne escono bene sia Pesaro (15 edifici segnalati, ma ben 4 sono dell’ Istituto agrario ospitato nella storica Villa Caprile) che Fano (sempre 15, con due "grossi" nomi come Volta e Olivetti). Urbino, invece, ha "solo" 10 segnalazioni, ma ben 3 nelle prime 10 a livello regionale e, oltre all’ Isia, finisce sotto accusa l’ Accademia di belle Arti, con due sedi nella "top ten". Gli altri 82 edifici della "lista nera" fanno parte dell’ entroterra, a sottolineare una disparità di cui sente parlare spesso, anche se perlopiù in campagna elettorale. A Pesaro, però, non mancano i nomi noti; classico Mamiani, Alighieri e Don Gaudiano figurano nel documento per l’ edificio di via Gramsci 49, mentre non potevano mancare l’ istituto d’ arte Mengaroni ed il conservatorio Rossini, anche se la loro "classifica" (319° e 339°) fa pensare a criticità non così pressanti
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